Nel mercato dello streaming musicale, la competizione si sta spostando verso territori che un tempo sembravano estranei ai servizi dedicati all’audio. In tale contesto, Spotify sta preparando una trasformazione significativa, che negli Stati Uniti potrebbe coincidere con un aumento del costo degli abbonamenti. Non c’è una conferma diretta che le due dinamiche siano collegate, ma la direzione intrapresa dalla piattaforma suggerisce un’evoluzione che richiede investimenti più consistenti. Quest’ultimi riguardano soprattutto il settore dei contenuti video. Una recente offerta di lavoro pubblicata dalla società rivela, infatti, che l’azienda sta lavorando alla costruzione di un’esperienza visiva. Il primo passo concreto di tale progetto partirà proprio dagli Stati Uniti. Entro la fine del mese, gli utenti americani troveranno sulla propria app i videoclip musicali integrati di default. La novità permetterà di passare con un solo tocco dalla versione audio di molti brani popolari al relativo video. Ampliando le modalità di fruizione.
Spotify si prepara ad introdurre i video sulla piattaforma
Tale espansione è stata resa possibile dagli accordi di licenza conclusi in autunno con le principali etichette discografiche e con la National Music Publishers’ Association. Le intese includono, per la prima volta, diritti audiovisivi di portata più ampia. Indispensabili per distribuire e monetizzare i nuovi contenuti. Durante l’ultima call con gli investitori, il Chief Business Officer Alex Norström ha spiegato che tali diritti erano attesi da tempo e rappresentano un tassello essenziale per sviluppare prodotti innovativi e funzionalità finora non praticabili.
Nonostante la svolta annunciata, il pubblico della piattaforma ha già avuto modo di familiarizzare con il formato video. Spotify ospita, infatti, quasi mezzo milione di video podcast e programmi. Ed anche più di 390 milioni di utenti hanno già visualizzato contenuti di tal tipo. La scelta di Spotify appare parte di una più ampia tendenza alla convergenza dei media. La quale è destinata a ridisegnare l’offerta e le abitudini di fruizione di un pubblico sempre più ampio.
