Negli ultimi tempi a Cupertino sembra quasi di assistere a un continuo cambio di scena, come se dietro le quinte si stesse preparando una nuova fase della storia di Apple. Dopo l’uscita di figure storiche come Luca Maestri, Dan Riccio e Jeff Williams, e con l’arrivo dell’ormai confermata partenza di John Giannandrea – il volto dell’intelligenza artificiale dell’azienda – si è aggiunto anche l’addio di Alan Dye, che porterà la sua esperienza nel design delle interfacce direttamente in casa Meta. Sullo sfondo scorrono perfino voci sul possibile ritiro futuro di Tim Cook. In mezzo a tutto questo movimento, Apple ha annunciato un’ulteriore ondata di cambiamenti ai vertici: anche Kate Adams e Lisa Jackson lasceranno l’azienda, entrambe nel 2026, seppur con tempistiche diverse.
Partenze eccellenti e nuovi ingressi: Apple entra in una fase di trasformazione
La figura della Adams, che negli ultimi anni ha pilotato con fermezza l’intero settore legale, resterà ancora per un po’ in azienda, garantendo quella continuità che in momenti così delicati è quasi preziosa quanto un nuovo prodotto di successo. Prima del suo addio definitivo, prenderà in mano anche la supervisione del team Government Affairs per traghettarlo fino alla fine del 2026. Dopo di lei, il testimone passerà a Jennifer Newstead, che entrerà ufficialmente in Apple a gennaio e assumerà il ruolo di General Counsel il primo marzo, portando con sé un curriculum che spazia tra Meta, il governo americano e uno dei più prestigiosi studi legali al mondo.
La storia di Lisa Jackson, invece, è profondamente intrecciata con l’impegno ambientale che Apple porta avanti da anni. In più di un decennio, ha ridisegnato le priorità ecologiche della compagnia, spingendola verso risultati concreti come la riduzione del 60% delle emissioni globali rispetto al 2015. La sua eredità non verrà dispersa: le responsabilità passeranno sotto la guida di Sabih Khan, che avrà il compito di continuare un percorso che ormai non è più soltanto un progetto, ma una parte integrante della filosofia di Apple.
Tim Cook, nel salutare entrambe, ha scelto parole che vanno oltre le formalità, lasciando trasparire quanto il contributo di queste due figure abbia inciso sul presente dell’azienda. E anche dalle loro dichiarazioni emerge un misto di gratitudine, soddisfazione e quella punta di nostalgia che accompagna sempre la fine di un capitolo importante. La Adams parla degli otto anni trascorsi in Apple come di un privilegio, mentre Jackson, ripercorrendo la propria esperienza, sottolinea quanto lavorare su temi ambientali non sia solo un dovere morale, ma anche una scelta strategica vincente.
In tutto questo movimento, Apple non sembra però disorientata. Al contrario, l’impressione è quella di un’azienda che sta ridisegnando lentamente il proprio futuro, scegliendo con cura chi guiderà i settori più sensibili dei prossimi anni. E mentre il mondo osserva questi cambiamenti con curiosità – e forse anche con un pizzico di apprensione – Cupertino continua a muoversi con la calma di chi è abituato a reinventarsi senza mai perdere il passo.
