La Cina ha presentato il primo esoscheletro per subacquei. Si tratta di una tecnologia che punta a ridurre lo sforzo fisico durante le immersioni. Oltre a migliorare l’efficienza energetica dei sistemi di respirazione e propulsione adottati. Una soluzione interessante che unisce robotica, biomeccanica e materiali avanzati. Può essere utilizzata in ambiti professionali ma in futuro potrebbe trovare spazio anche nel settore ricreativo.
L’esoscheletro viene indossato sopra la muta. Dispone, inoltre, di una serie di giunti motorizzati che assistono i movimenti delle gambe e delle braccia. Il sistema rileva automaticamente la direzione e l’intensità necessarie sulla base di gesti e movimenti. Il tal modo è possibile amplificare la spinta richiesta per nuotare e compensare la resistenza dell’acqua. Il risultato, secondo gli sviluppatori, è una riduzione significativa della fatica muscolare, soprattutto durante immersioni prolungate o nel bel mezzo di correnti particolarmente forti.
Oltre all’assistenza al movimento, l’esoscheletro integra una gestione intelligente del consumo di ossigeno. I sensori interni monitorano il ritmo respiratorio e lo stile di nuoto, regolando automaticamente alcuni parametri del sistema di erogazione per ottimizzare l’utilizzo delle bombole. In pratica, il sub consuma meno aria per compiere gli stessi sforzi, aumentando così la durata delle immersioni senza cambiare equipaggiamento. Per gli operatori che lavorano in acque profonde o impegnati in operazioni tecniche, questa caratteristica può fare la differenza in termini di costi e sicurezza.
L’intero telaio è costruito con leghe leggere e materiali compositi, pensati per resistere alla corrosione e mantenere un buon livello di mobilità. Il peso complessivo è relativamente contenuto. Mentre la distribuzione delle masse è progettata per non alterare tutto l’assetto del sub. La batteria, integrata nella parte sul retro, garantisce diverse ore di autonomia e può essere sostituita rapidamente.
Questa prima generazione di esoscheletri subacquei rappresenta un punto di partenza. In futuro, è previsto l’arrivo di versioni più compatte e con capacità di potenziamento maggiori, magari integrate con sistemi di comunicazione avanzati o funzioni di realtà aumentata per supportare le attività più tecniche. L’esoscheletro ideato potrebbe trasformare il modo in cui si affrontano missioni esplorative, ricerche scientifiche, operazioni di soccorso e persino turismo subacqueo. Il tutto riducendo lo sforzo fisico e aumentando la sicurezza.
