L’utilizzo dei robot in neurochirurgia sta cambiando il trattamento degli aneurismi cerebrali, permettendo interventi più precisi e sicuri. Grazie al sistema EVR, è ora possibile combinare diverse tecnologie mediche e realizzare procedure complesse nello stesso blocco operatorio.
I robot indicano anche la strada alla chirurgia a distanza, con test e interventi controllati da sedi remote, aumentando l’accessibilità e incentivando la formazione dei giovani specialisti.
Robot, una innovazione?
Tramite il supporto dei robot si è riusciti a posizionare stent flow-diverter e dispositivi intrasacculari realizzati da diversi produttori. Parliamo un dettaglio non banale, il quale ci dimostra che il sistema è già compatibile con molte delle tecnologie che utilizziamo oggi. Una coppia di trattamenti sono finalmente eseguiti nello stesso blocco operatorio con pochissime ore di distanza. Il tutto è realizzato utilizzando una normale apparecchiatura angiografica monoplana. Addirittura abbiamo un primato che evidenzia quanto il sistema con l’utilizzo di robot, possa integrarsi nella pratica clinica senza subire alcune modifiche infrastrutturali profonde.
Gli aneurismi cerebrali risultano essere molto pericolosi provocando addirittura ogni anno mezzo milione di decessi nel mondo. Quest’ultimi risultano spesso invisibili finché non si rompono, portando con sé delle conseguenze che possono includere danni neurologici irreversibili. Da diversi anni si lavora per rendere questi interventi più sicuri e più accessibili tramite robot, soprattutto perché questi vanno a richiedere operatori altamente specializzati e un livello di manualità che in pochi possono raggiungere.
Normalmente una tecnologia di questo tipo tramite robot, andrebbe addirittura ad aiutare i giovani specialisti a raggiungere più rapidamente un livello di abilità abbastanza alto.
Il sistema EVR, infatti, è progettato anche per un utilizzo di un robot da remoto. Nel 2024 si era già eseguita una simulazione pubblica di trombectomia cerebrale a distanza, controllando da Abu Dhabi un robot situato addirittura in Corea del Sud. Successivamente a febbraio 2025 è stato svolto anche un primo test telerobotico su animale, sempre in ambito vascolare. La prospettiva di interventi a distanza reale, soprattutto per quanto riguarda l’angolo emergenze come l’ictus, resta molto complessa ma sempre più vicino del solito.
