L’innovazione nel settore energetico passa spesso attraverso piccole rivoluzioni tecnologiche. Le quali sono capaci di cambiare interi processi industriali. In Cina, tale rivoluzione prende forma con il primo generatore commerciale a CO2 supercritica collegato alla rete elettrica nazionale. L’impianto, situato in un complesso siderurgico della provincia di Guizhou, sfrutta il calore residuo della sinterizzazione. Un processo che normalmente disperde nell’ambiente temperature superiori ai 700 °C. Trasformandolo in elettricità senza l’utilizzo di vapore tradizionale. Ciò che distingue tale tecnologia è l’impiego dell’anidride carbonica come fluido di lavoro in condizioni supercritiche. Uno stato che combina proprietà dei liquidi e dei gas. Ciò consente turbine più compatte e una gestione più efficiente del calore. Aumentando di almeno il 50% l’energia estratta rispetto ai sistemi tradizionali a vapore. L’assenza di combustione aggiuntiva rende il sistema non solo sostenibile. Ma adatto per applicazioni industriali ad alta temperatura. Ed anche per scenari in cui ingombro ed efficienza sono critici.
Nuovo impianto sfrutta la CO2 supercritica
L’impianto cinese ha una potenza nominale di 15 megawatt, sviluppata attraverso due moduli. Rappresenta il frutto di oltre un decennio di ricerca della China National Nuclear Corporation (CNNC). La compattezza e la flessibilità del design aprono la strada a impianti mobili o trasportabili. Possibilità che pochi altri sistemi oggi possono offrire su scala commerciale.
La Cina non è l’unico attore a sperimentare tale tecnologia. Negli Stati Uniti, il progetto STEP (Supercritical Transformational Electric Power), portato avanti da SwRI, GE Vernova, GTI Energy e dal Dipartimento dell’Energia, ha testato un dimostratore da 10 MW in Texas. Dopo aver raggiunto 4 MW a 500 °C nel 2024, l’obiettivo è operare stabilmente a 715 °C. Confermando le potenzialità della CO2 supercritica in condizioni controllate. La differenza principale con il progetto cinese è che quest’ultimo è già operativo in condizioni industriali reali, collegato alla rete elettrica e in grado di funzionare in continuo.
La diffusione di tali tecnologie, combinata a una progettazione mirata, apre prospettive non solo per l’industria pesante, ma anche per applicazioni avanzate in ambito nucleare, spaziale e solare. Indicando come il futuro dell’energia possa essere guidato da sistemi capaci di massimizzare ogni grado di calore disponibile.
