L’istruttoria aperta dall’AGCM nell’estate del 2024 nasceva dal modo in cui Google aveva presentato agli utenti la richiesta di collegare i propri servizi. Un passaggio necessario per permettere lo scambio dei dati personali tra prodotti diversi, compresi quelli basati sull’intelligenza artificiale di Gemini. Secondo l’Autorità, il sistema mostrato nelle versioni diffuse negli ultimi anni non era abbastanza chiaro e rischiava di spingere gli utenti verso scelte poco consapevoli. Per questo motivo è stata avviata una verifica approfondita, svolta anche insieme ai servizi della Commissione europea che applicano il Digital Markets Act.
AGCM: come cambieranno i messaggi di Google e quali obblighi scatteranno
Durante l’istruttoria sono emerse tre criticità principali: la descrizione del consenso non spiegava in modo esplicito quali dati venissero condivisi e tra quali servizi; l’elenco dei servizi coinvolti non era completo, soprattutto per quanto riguarda quelli non considerati core platform services; e la struttura della richiesta poteva generare pressione, perché l’utente non poteva continuare a usare Search, Play e YouTube finché non sceglieva se accettare o meno. In più, il testo non chiariva che, anche in caso di rifiuto, la maggior parte delle funzioni continuava a essere disponibile. Questi elementi così hanno convinto l’AGCM della necessità di rivedere l’intero percorso informativo.
Gli impegni presentati da Google lo scorso ottobre, ritenuti idonei dall’AGCM, introducono diversi cambiamenti nella pagina dedicata al collegamento dei servizi. Il nuovo testo dovrà specificare fin da subito che il collegamento comporta la condivisione dei dati personali e includere un riferimento diretto all’articolo 5(2) del Digital Markets Act, con un link alla normativa. Sarà anche inserito un collegamento all’elenco completo dei servizi coinvolti, compresi quelli non classificati come core platform services. Google dovrà poi chiarire che il rifiuto non blocca le principali funzionalità e che solo alcune attività basate sulla condivisione dei dati potrebbero non funzionare come previsto.
Cosa cambia per l’utente
Un’altra modifica riguarda la libertà di scelta. Sarà più evidente la possibilità di rinviare la decisione, ora prevista per tre volte su Search, Play e YouTube, e verrà riorganizzata la pagina dedicata alle preferenze per permettere all’utente di collegare solo i servizi che desidera. Anche il pulsante che consente di selezionare tutti i servizi dovrà poter attivare o disattivare l’intero gruppo con la stessa facilità.
Google sarà poi obbligata a informare individualmente tutti coloro che avevano già espresso una preferenza, inviando un riepilogo della decisione precedente e le nuove informazioni rese obbligatorie con il provvedimento. L’azienda avrà 180 giorni per applicare completamente gli impegni. L’AGCM potrà riaprire l’istruttoria in caso di mancato rispetto o di modifiche rilevanti e, se necessario, imporre sanzioni che possono arrivare fino a dieci milioni di euro. La delibera sarà inserita nel Bollettino ufficiale dell’Autorità.
