Molto presto, Apple svelerà tutti i dettagli produttivi per quanto riguarda le sue nuove generazioni di Apple Watch, nel frattempo però gli esperti di smontaggio e riparazione di iFixit hanno pensato bene di osservare le componenti presenti all’interno di iPhone in modo decisamente più ravvicinato, microscopico per la precisione, al punto da riuscire a dare una spiegazione in merito, il processo produttivo tramite stampa 3D di alcune componenti metalliche presenti all’interno di iPhone, l’esempio cardine è la porta USB C stampata in 3D.
La texture
Gli esperti osservando la porta al microscopio ottico hanno notato la presenza di una nano texture formata da cerchi di materiale ravvicinati l’uno con l’altro per formare un pattern nell’ordine di una scala microscopica di 50 micrometri, tale dettaglio ha permesso agli esperti di eliminare la prima ipotesi, secondo la quale Apple utilizzasse la tecnologia del binder jetting, una tecnica che unisce polvere e adesivi.
Le recenti analisi infatti hanno evidenziato come Apple in tutta probabilità utilizzi una tecnica che venne già descritta all’interno di una ricerca in campo medico che parlava della creazione di superfici tramite ablazione laser pulsata sul titanio in modo da conferire a quest’ultimo proprietà antibatteriche, ora la porto USB C di iPhone sicuramente non è antibatterica ma è molto probabile che sfrutti la medesima tecnica dal momento che Apple stessa ha fornito un assist che lascia pensare in tal senso, poiché ha dichiarato che la produzione delle porte sfrutta l’uso di macchinari dotati di sei laser per costruire casse in titanio strato dopo strato.
Ovviamente gli esperti non hanno potuto fare a meno di sottolineare come questi dettagli non vadano minimamente a toccare la questione ripara, le componenti infatti non possono essere stampate in 3D tramite una stampante comune presente nelle abitazioni degli appassionati ma necessitano comunque di strumenti industriali dal prezzo elevatissimo, di conseguenza la riparabilità non peggiora ma nemmeno migliora.

