
Mar Rosso
La tensione geopolitica nel Mar Rosso si ripercuote anche sul mondo digitale. Google e Meta hanno annunciato la sospensione temporanea dei lavori sui cavi sottomarini previsti nella regione, una decisione dettata da motivi di sicurezza dopo una serie di incidenti e danneggiamenti che hanno già compromesso la connettività tra Europa, Africa e Asia.
Secondo quanto riportato da Bloomberg, la misura riguarda due dei progetti infrastrutturali più ambiziosi mai concepiti dai giganti del web: 2Africa, il mastodontico cavo di Meta lungo 45.000 chilometri che circonda l’intero continente africano, e Blue-Raman, l’iniziativa di Google pensata per collegare l’Europa all’India passando da Israele e Giordania, evitando così il congestionato corridoio egiziano.
Un punto nevralgico dell’infrastruttura globale
Il Mar Rosso rappresenta un crocevia digitale fondamentale. Attraverso il suo fondale transitano circa il 20% del traffico internet mondiale, un dato che spiega la gravità delle interruzioni che si sono verificate negli ultimi mesi.
A settembre, il taglio accidentale di due cavi strategici – IMEWE e SEA-ME-WE 4 – aveva già causato un rallentamento diffuso delle connessioni tra Europa e Sud-est asiatico. Microsoft aveva confermato un aumento sensibile della latenza sui percorsi cloud internazionali, costringendo i provider a dirottare i flussi di dati lungo rotte più lunghe, con conseguente incremento dei costi e riduzione della qualità dei servizi. Ora, la situazione appare ancora più instabile. Le compagnie assicurative hanno aumentato drasticamente i premi per le navi posacavi, mentre diversi operatori marittimi hanno ritirato le proprie unità dalla zona, giudicando troppo elevato il rischio operativo legato a sabotaggi, pirateria o incidenti accidentali.
Cavi sospesi, ma non cancellati
Sia Google che Meta precisano che non si tratta di una cancellazione definitiva: i progetti Blue-Raman e 2Africa restano attivi, ma subiscono inevitabili ritardi. Gli investimenti nelle infrastrutture di connettività sottomarina continuano a crescere, tuttavia le priorità ora sono la sicurezza e la ridondanza.
Blue-Raman, in particolare, rappresenta un tassello strategico per la rete globale di Google: la sua architettura ibrida, metà terrestre e metà marina, è progettata per ridurre la dipendenza dal tratto egiziano, dove attualmente convergono la maggior parte dei cavi intercontinentali. La sospensione nella tratta del Mar Rosso rischia però di ritardare il completamento dell’intero corridoio digitale euroasiatico di almeno sei mesi.
Per Meta, invece, il rallentamento di 2Africa – già quasi completato in gran parte dell’Africa occidentale e meridionale – rappresenta un problema soprattutto in termini di capacità. Il colosso di Menlo Park punta su questa infrastruttura per supportare l’espansione del traffico dati mobile e cloud nel continente africano, ma i segmenti mancanti verso il Medio Oriente e il Mediterraneo restano i più delicati da completare.
