Dal 19 novembre 2025 è entrato in vigore un nuovo livello di protezione contro il telemarketing aggressivo e le truffe telefoniche. L’AGCOM attiva infatti il secondo filtro previsto dalla delibera 106/25/CONS, estendendo il blocco automatico delle chiamate che arrivano dall’estero ma utilizzano numeri mobili italiani falsificati. Si tratta di un ampliamento importante del piano avviato ad agosto, pensato per contrastare il fenomeno del CLI Spoofing, una tecnica con cui i truffatori manipolano l’identificativo del chiamante per far apparire un numero italiano sul display, pur partendo da un paese estero.
La misura completa l’architettura dei filtri introdotti negli ultimi mesi e punta a ridurre in modo significativo le telefonate fraudolente. La pratica, molto diffusa tra call center abusivi e gruppi organizzati, sfrutta il fatto che gli utenti sono più propensi a rispondere a numeri che sembrano italiani, aumentando così l’efficacia delle truffe.
Come funziona il blocco delle numerazioni mobili falsificate
Dallo scorso agosto gli operatori erano già obbligati a bloccare le chiamate estere con numeri fissi italiani contraffatti. Da oggi l’obbligo si estende anche ai prefissi mobili. Se una chiamata parte dall’estero ma arriva alla rete italiana con un numero cellulare nazionale senza che l’utente chiamante sia in roaming, il sistema la intercetta e la blocca automaticamente, impedendo che il telefono della potenziale vittima squilli.
I primi risultati della Fase 1 mostrano l’efficacia dell’approccio. I filtri hanno bloccato circa 43 milioni di chiamate nelle prime settimane (una media di 1,3 milioni al giorno), scese poi a 20 milioni nel mese di settembre. La riduzione dimostra come l’introduzione di barriere tecniche stia limitando la capacità dei truffatori di utilizzare numeri fittizi per aggirare i controlli.
I limiti della misura e le nuove contromosse
Il filtro riguarda esclusivamente le chiamate falsificate provenienti dall’estero. Le attività di telemarketing autorizzato, basate sul consenso degli utenti, continueranno regolarmente, così come le telefonate effettuate da call center che operano realmente dall’Italia. L’AGCOM avverte però che i truffatori potrebbero cambiare strategia, spostandosi verso numerazioni internazionali reali o tecniche alternative.
Per prevenire questa evoluzione, l’Autorità ha approvato ulteriori misure il 13 novembre. Le novità includono l’estensione dei controlli ai servizi machine-to-machine e la possibilità di sospendere il roaming agli operatori stranieri che non collaborano nella verifica dell’identità del chiamante. Un intervento pensato per rafforzare la rete di protezione e limitare ulteriormente lo spazio d’azione dei gruppi criminali.
