L’Italia ha mosso il primo passo concreto verso una possibile adozione dell’ora legale per tutto l’anno. Si tratta di un tema discusso da tempo ma che ora viene affrontato seriamente. Lunedì 17 novembre è stata infatti presentata alla Commissione Attività Produttive della Camera una richiesta formale di indagine conoscitiva accompagnata da oltre 350.000 firme, raccolte per chiedere l’abolizione dell’ora solare.
Secondo la Società Italiana di Medicina Ambientale, promotrice dell’iniziativa insieme a Consumerismo No Profit e al deputato Andrea Barabotti, questa riforma consentirebbe non solo un risparmio energetico importante, ma anche benefici legati alla salute. L’idea è quella di eliminare definitivamente il doppio cambio stagionale dell’ora, semplificando le abitudini quotidiane e garantendo una maggiore coerenza con i ritmi di luce effettivi.
Italia divisa tra favorevoli e contrari: cosa potrebbe cambiare nella vita quotidiana
Gli studi citati dai promotori indicano che il periodo di ora legale tra il 2004 e il 2024 ha fatto risparmiare all’Italia oltre 11 miliardi di kWh, con un impatto positivo sulle bollette e sulle emissioni. Anche per il 2025 le proiezioni parlano di un risparmio valutato in circa 100 milioni di euro. A ciò si aggiungono gli effetti sulla salute. Più luce nelle ore serali favorirebbe la produzione di serotonina e una migliore stabilità dei ritmi circadiani, mentre il ritorno all’ora solare sarebbe associato a picchi di stress, disturbi del sonno e un leggero aumento degli incidenti nei giorni successivi allo spostamento delle lancette.
La decisione finale, però, è lontana. L’indagine dovrà essere completata entro il 30 giugno e solo in caso di esito favorevole si potrà procedere alla stesura di una proposta di legge. L’Italia si muove quindi in un contesto europeo già da tempo orientato verso una revisione del sistema, ma bloccato negli anni scorsi da divergenze interne e dalla pandemia. Ora il tema torna di attualità, spinto anche da un crescente consenso dei cittadini.
L’ipotesi dell’ora legale permanente sta dividendo l’Italia, con opinioni molto differenti a seconda delle abitudini personali, della zona geografica e degli orari di lavoro. Chi sostiene il cambiamento ritiene che avere più luce nel tardo pomeriggio migliorerebbe la qualità della vita. Insomma, si potrebbe svolgere attività all’aperto dopo il lavoro, ridurre l’uso dell’illuminazione domestica e aumentare la sicurezza sulle strade grazie a una visibilità migliore.
