Google sembra pronta a fare un ulteriore passo avanti nel campo dell’intelligenza artificiale visiva con Nano Banana 2, evoluzione diretta del suo popolare generatore di immagini AI. Secondo quanto trapelato, la nuova versione si baserà su Gemini 2.5 Flash Image, un sistema multimodale di nuova generazione già impiegato in alcuni servizi dell’azienda.
Il principale miglioramento riguarderebbe il processo di generazione a più stadi. A differenza della versione precedente, che produceva le immagini in un unico passaggio, Nano Banana 2 adotterebbe una pipeline composta da pianificazione, verifica e rifinitura, capace di individuare e correggere eventuali errori prima del rendering finale. Questa tecnica, ispirata ai flussi di lavoro del rendering 3D professionale, permetterebbe di ottenere risultati più accurati, con linee definite, proporzioni corrette e dettagli più realistici.
Supporto 2K e upscaling automatico fino al 4K
Tra le novità più rilevanti figura anche il supporto nativo alle immagini in 2K, con possibilità di upscaling automatico fino al 4K. Un salto qualitativo importante rispetto al precedente Nano Banana, limitato al Full HD, che renderebbe la nuova versione adatta anche a progetti di stampa e pubblicità, dove la nitidezza e la fedeltà cromatica sono essenziali.
L’upgrade tecnico non punta solo alla risoluzione, ma anche alla precisione semantica: l’obiettivo è ridurre drasticamente distorsioni e incoerenze nella rappresentazione di elementi complessi come mani, volti o texture, da sempre tra i punti più delicati per i generatori basati su AI.
Tra leak e conferme non ufficiali
La fuga di notizie su Nano Banana 2 è emersa a ridosso di un episodio del podcast ufficiale di Google, dedicato all’origine del nome ironico scelto per il progetto. Dietro la leggerezza della denominazione si nasconde un lavoro di ricerca sofisticato, che mira a rendere la generazione visiva più controllata, coerente e modulare.
Sebbene Google non abbia ancora rilasciato dichiarazioni ufficiali sull’esistenza di Nano Banana 2, la rimozione rapida del materiale trapelato da alcune piattaforme ha alimentato l’idea che il progetto sia realmente in sviluppo. Se le indiscrezioni si riveleranno fondate, il nuovo modello potrebbe rappresentare uno dei progressi più significativi nel campo dell’elaborazione visiva tramite intelligenza artificiale.

