È in arrivo un’importante novità per la transizione energetica. Si tratta di una nuova turbina eolica di piccole dimensioni. La quale promette di cambiare il panorama della produzione di energia su scala locale. Sviluppata dal Fraunhofer Institute for Applied Polymer Research (IAP) in collaborazione con il gruppo tedesco BBF. Tale tecnologia è pensata per sfruttare anche venti deboli. Portando l’energia eolica in contesti finora poco redditizi. Le turbine tradizionali necessitano di venti di almeno 4 metri al secondo per generare elettricità. Il nuovo prototipo progettato dal team tedesco, invece, entra in funzione già con velocità di 2,7 metri al secondo. Caratteristica che amplia le possibilità di installazione, consentendo di sfruttare risorse eoliche finora sottoutilizzate.
Dettagli sulla nuova turbina eolica
I test condotti in galleria del vento hanno confermato performance elevate. La turbina può raggiungere 450 giri al minuto e generare fino a 2.500 watt. Il tutto con venti di 10 metri al secondo. Un valore superiore dell’83% rispetto a sistemi simili presenti sul mercato. Il rendimento energetico ha toccato il 53%, vicino al limite teorico del 59% definito dalla legge di Betz.
Il segreto di tali prestazioni risiede in una combinazione di aerodinamica avanzata e materiali innovativi. Le pale del rotore sono realizzate in materiali compositi a fibra continua, costruite con due gusci cavi senza anima in schiuma, che permettono una riduzione del peso fino al 35%. La deposizione delle fibre avviene mediante un sistema automatizzato, l’Automated Fiber Placement, che assicura precisione e costanza nella produzione. Riducendo gli errori tipici della lavorazione manuale. Gli stampi, realizzati con stampanti 3D industriali di grande formato, consentono di creare componenti compatti e leggeri. Ottimizzati per resistere alle sollecitazioni del vento.
Un elemento distintivo è la flessibilità strutturale delle pale, progettate per piegarsi elasticamente durante raffiche improvvise. Evitando così danni e riducendo la necessità di complessi sistemi di controllo elettronico. Tale approccio non solo aumenta l’affidabilità, ma semplifica la manutenzione e riduce i costi operativi. Cinque prototipi sono già stati consegnati al BBF Group per prove sul campo. In un contesto sempre più attento alla riduzione delle emissioni e all’autonomia energetica, soluzioni di tal tipo potrebbero rappresentare un passo importante verso un futuro in cui la generazione locale di energia diventa accessibile e conveniente.
