Nel panorama delle periferiche per PC, poche linee di prodotto hanno conquistato l’aura quasi leggendaria della serie MX Master di Logitech. Da quasi dieci anni, ogni nuova versione non si limita a essere un semplice mouse: si afferma come punto di riferimento di fatto per i professionisti della produttività, per i creativi e per chiunque percepisca il cursore come un’estensione naturale del proprio flusso di lavoro. È il sovrano incontrastato di un regno popolato da fogli di calcolo, timeline di montaggio e righe di codice. E questo solleva una questione tanto affascinante quanto complessa: come si può perfezionare un prodotto che ha già conquistato la vetta della sua categoria? Come può evolversi senza tradire l’identità che lo ha reso un’icona.
La risposta di Logitech si concretizza nel nuovo Logitech MX Master 4. A un primo sguardo non appare una rivoluzione, ma un’evoluzione calcolata, una rifinitura meticolosa di una formula già collaudata. L’azienda svizzera ha optato per non stravolgere il design, concentrandosi invece su tre aree chiave che promettono di ridefinire l’interazione: un nuovo feedback aptico capace di rendere più tangibile il mondo digitale, un’interfaccia software denominata Actions Ring per portare Nel corso delle imminenti settimane ho sottoposto a prova questo erede al trono nella sua livrea imbiancata, facendolo entrare tra i miei consueti cicli operativi quotidiani. Attualmente è disponibile su Amazon e sul sito ufficiale.
Unboxing
L’esperienza con un prodotto premium inizia ben prima di accenderlo, e il Logitech MX Master 4 non fa eccezione. La confezione è un esercizio di minimalismo controllato: un cartone compatto, dai colori sobri, che comunica immediatamente la natura professionale del suo contenuto. Apprezzo la scelta di utilizzare carta certificata FSC, un dettaglio che, seppur piccolo, testimonia un impegno verso la sostenibilità che Logitech sta sempre più integrando nella sua filosofia produttiva. Non ci sono fronzoli inutili; ogni elemento è studiato per essere funzionale e a basso impatto.
Sollevando il coperchio, il mouse si presenta adagiato in un alloggiamento di cartone sagomato, protetto da un sottile foglio di carta velina. La prima impressione visiva del modello grigio è di grande eleganza. È un grigio pulito, , che si distingue nettamente dalla più comune finitura grafite. Accanto al mouse, trovo il piccolo ricevitore Logi Bolt USB-C, un aggiornamento gradito rispetto al vecchio formato USB-A che segnala un allineamento con gli standard hardware moderni. E poi, una sorpresa che mi lascia perplesso: l’assenza di un cavo di ricarica USB-C.
In un dispositivo che sfiora i 120 euro, questa omissione stona. La giustificazione legata alla riduzione dei rifiuti elettronici è comprensibile e in linea con le tendenze del settore, ma per un utente che sta allestendo una nuova postazione o che semplicemente non ha un cavo a portata di mano, può rappresentare una piccola ma fastidiosa seccatura iniziale. È un piccolo passo falso che incrina leggermente la percezione di un’esperienza “tutto incluso” che ci si aspetterebbe a questo livello di prezzo. La prima presa in mano, tuttavia, cancella rapidamente questa piccola delusione, introducendo una sensazione tattile completamente nuova che merita un’analisi a parte.
Materiali, costruzione e design
Prendere in mano il Logitech MX Master 4 dopo anni di utilizzo dei suoi predecessori è un’esperienza familiare e al tempo stesso inedita. Il cambiamento più significativo, e a mio avviso più coraggioso, risiede nell’abbandono quasi totale del rivestimento gommato che avvolgeva completamente l’MX Master 3S. Quel materiale, sebbene piacevole al tatto appena estratto dalla scatola, aveva un difetto ben documentato: con il tempo e l’uso tendeva a degradarsi, a diventare appiccicoso e a macchiarsi irrimediabilmente, specialmente nelle colorazioni più chiare.
Logitech ha affrontato il problema alla radice. Il corpo principale del modello grigio è ora realizzato in una plastica dura con una finitura micro-testurizzata. È una superficie liscia ma non scivolosa, che trasmette una sensazione di solidità e, soprattutto, di durabilità. L’azienda afferma che questa finitura è stata studiata per resistere meglio alle macchie e agli oli della pelle, una promessa che, se mantenuta, risolverà una delle critiche più persistenti mosse alla serie. L’uso di materiali più pregiati e durevoli non si è limitato alla scocca. Le zone di presa strategiche, come l’ampio supporto per il pollice e il lato destro dove poggiano anulare e mignolo, sono ora rivestite in un silicone di alta qualità, più denso e meno poroso della vecchia gomma. Il risultato è un grip sicuro, anche se oggettivamente meno “morbido” e avvolgente rispetto al passato.
Le dimensioni sono leggermente aumentate, passando a 128.2 x 88.4 x 50.8 mm contro i 124.9 x 84.3 x 51 mm del 3S, e anche il peso è cresciuto, attestandosi a 150 g (+9 g). Queste modifiche sono quasi impercettibili nell’uso quotidiano ma contribuiscono a una sensazione di maggiore pienezza nel palmo della mano. I pulsanti laterali sono ora più sporgenti e facili da individuare al tatto, e l’area intorno alla rotella del pollice è stata ridisegnata per offrire più spazio di manovra. Si tratta di un’evoluzione materica e costruttiva che sembra privilegiare la longevità e la pulizia nel tempo, accettando un piccolo compromesso sulla sensazione tattile immediata che alcuni veterani della serie potrebbero rimpiangere.
Specifiche tecniche
Prima di addentrarci nell’analisi delle prestazioni e delle funzionalità software, è utile avere un quadro chiaro delle specifiche tecniche che definiscono l’hardware del Logitech MX Master 4. Sebbene i numeri da soli non raccontino mai l’intera storia di un dispositivo, forniscono una base oggettiva fondamentale per comprendere le sue capacità e per confrontarlo con i suoi diretti concorrenti. La tabella seguente riassume i dati salienti di questo mouse, evidenziando le caratteristiche che lo posizionano al vertice del mercato della produttività.
| Caratteristica | Specifica |
| Tecnologia Sensore | Darkfield high precision |
| DPI | 200 – 8,000 DPI (regolabile in step di 50 DPI) |
| Pulsanti | 8 (Click sx/dx, Avanti/Indietro, Tasto gesti, Rotella, Click centrale, Actions Ring) |
| Rotella Principale | MagSpeed con SmartShift |
| Rotella Pollice | Sì, scorrimento orizzontale |
| Dimensioni | 128.2 mm x 88.4 mm x 50.8 mm |
| Peso | 150 g |
| Batteria | Ricaricabile Li-Po (650 mAh) |
| Autonomia Dichiarata | Fino a 70 giorni con una carica completa |
| Ricarica Rapida | 3 ore di uso con 1 minuto di ricarica |
| Connettività | Bluetooth Low Energy, Ricevitore Logi Bolt USB-C |
| Polling Rate | 125Hz |
| Compatibilità | Windows, macOS, Linux, ChromeOS, iPadOS, Android |
Questi dati confermano la natura premium del dispositivo, con un sensore ad alta risoluzione, una batteria capiente e un’ampia connettività. Tuttavia, rivelano anche una scelta tecnica precisa, come il polling rate a 125Hz, che analizzeremo più avanti. Ora, esploriamo come il software trasforma questo hardware in uno strumento di lavoro.
Applicazione
Se l’hardware del Logitech MX Master 4 è il suo corpo, il software Logi Options+ è senza dubbio il suo cervello. È impossibile valutare appieno questo mouse senza dedicare un’analisi approfondita all’applicazione che ne sblocca il vero potenziale. Options+ è il centro di controllo da cui è possibile personalizzare quasi ogni aspetto del dispositivo: dalla velocità del puntatore alla sensibilità delle rotelle, fino alla programmazione di ogni singolo pulsante. È qui che si gestiscono le funzionalità più innovative come l’Actions Ring e il feedback aptico, e si configurano strumenti potenti come le Smart Actions (macro per automatizzare compiti ripetitivi) e i profili specifici per ogni applicazione.
La potenza di personalizzazione è immensa. È possibile, ad esempio, far sì che la rotella del pollice controlli la dimensione del pennello in Photoshop, lo zoom sulla timeline in Premiere Pro e il volume del sistema quando si è sul desktop. Questa capacità di adattarsi al contesto è ciò che eleva l’MX Master 4 da semplice mouse a vero e proprio strumento di produttività.
Tuttavia, questa totale dipendenza dal software porta con sé un paradosso critico. Il mouse non dispone di memoria on-board. Questo significa che tutte le personalizzazioni vengono salvate sul computer e non sul dispositivo stesso. Per un professionista che lavora in un ambiente aziendale con policy IT restrittive, questo può essere un ostacolo insormontabile. Se l’installazione di software di terze parti non è consentita, come spesso accade, l’MX Master 4 si trasforma in un mouse standard, privo di tutte quelle funzionalità avanzate che ne giustificano il prezzo. È una limitazione strategica che, purtroppo, esclude una fetta significativa del suo pubblico target, rendendo il mouse “definitivo per i professionisti” potenzialmente inutilizzabile nella sua piena capacità proprio in molti contesti professionali.
Hardware
Sotto la scocca elegantemente scolpita, il Logitech MX Master 4 nasconde un insieme di componenti hardware che rappresentano un mix di continuità e innovazione. Il cuore del sistema di tracciamento è il collaudato sensore Darkfield con una risoluzione massima di 8,000 DPI. Questa tecnologia, ereditata dal predecessore 3S, rimane uno dei punti di forza della serie, garantendo un tracciamento impeccabile su praticamente qualsiasi superficie io abbia provato, dal legno lucido della mia scrivania a un tavolo di vetro, dove la maggior parte dei sensori ottici fallirebbe miseramente. La precisione è assoluta, e la possibilità di regolare la sensibilità a step di 50 DPI permette una calibrazione fine, ideale per chi lavora su monitor ad alta risoluzione.
La novità più rilevante a livello di componentistica interna è l’introduzione di un nuovo chip radio che, secondo Logitech, offre una connettività due volte più potente rispetto al passato. Questo si traduce in una connessione wireless più stabile e robusta, sia tramite Bluetooth Low Energy che attraverso il ricevitore Logi Bolt, riducendo al minimo le interferenze in ambienti affollati di segnali wireless.
Un altro elemento hardware degno di nota sono gli switch Quiet Click. Logitech dichiara una riduzione del rumore del 90% rispetto al primo MX Master 3, e la differenza è tangibile. I click sono ovattati, discreti, ma non perdono la loro tattilità. Si percepisce un feedback netto e soddisfacente a ogni pressione, senza il “clac” secco che può risultare fastidioso in un ufficio silenzioso. Infine, non si può non menzionare la meccanica della rotella MagSpeed, un capolavoro di ingegneria elettromagnetica che continua a essere il riferimento del settore, e la rotella per il pollice, ora più esposta e fluida, che migliora ulteriormente la navigazione orizzontale.
Prestazioni e autonomia
Nell’uso quotidiano, il Logitech MX Master 4 si comporta esattamente come ci si aspetterebbe da un dispositivo di punta: in modo impeccabile. La fluidità del cursore, grazie ai nuovi e più ampi piedini in PTFE, è eccellente su ogni superficie. Ho testato il mouse sul mio tappetino in tessuto, direttamente sul legno della scrivania e persino su un piano in vetro temperato, e il sensore Darkfield non ha mai perso un colpo, confermando la sua reputazione di “traccia ovunque”. La stabilità della connessione wireless, gestita tramite il ricevitore Logi Bolt collegato al mio PC desktop, è stata granitica, senza mai un’incertezza o un ritardo percepibile, anche in un ambiente saturo di altri dispositivi Bluetooth e Wi-Fi.
Il vero protagonista, però, è l’autonomia. Logitech dichiara fino a 70 giorni di utilizzo con una singola carica completa, un dato che, pur essendo ottimistico e basato su un uso moderato, si avvicina molto alla realtà. Dopo un mese di utilizzo intenso, circa 8-10 ore al giorno, con il feedback aptico impostato su un’intensità media, il software Logi Options+ indicava ancora una carica residua del 50%. Questo risultato è particolarmente notevole se si considera che la batteria interna è stata potenziata a 650 mAh (rispetto ai 500 mAh del 3S) proprio per compensare il consumo energetico delle nuove funzionalità, come l’aptica.
Questa scelta ingegneristica si è rivelata vincente: Logitech è riuscita a introdurre una funzione energivora senza sacrificare uno dei pilastri del marketing della serie MX, ovvero la straordinaria durata della batteria. Inoltre, la funzione di ricarica rapida via USB-C è una vera ancora di salvezza: nei miei test, un solo minuto di carica è stato sufficiente per garantirmi quasi tre ore di lavoro, eliminando di fatto qualsiasi ansia da batteria scarica.
Test
Per valutare a fondo le capacità del Logitech MX Master 4, ho deciso di non limitarmi a un uso generico, ma di strutturare una serie di prove mirate a simulare scenari d’uso realistici e intensivi, spingendo il mouse ai limiti delle sue funzionalità. Ho definito tre banchi di prova principali, ognuno focalizzato su un diverso aspetto del lavoro professionale e creativo.
Il primo test è stato quello che ho chiamato il “tour de force della produttività”. Per un’intera giornata lavorativa di otto ore, ho utilizzato il mouse esclusivamente per attività da ufficio: gestione di un foglio di calcolo Excel con oltre 10.000 righe, redazione di documenti su Google Docs e sessioni di programmazione in Visual Studio Code. In questo contesto, la rotella MagSpeed si è rivelata, ancora una volta, un’alleata insostituibile. La capacità di passare istantaneamente dalla modalità a scatti, per un controllo preciso riga per riga, alla modalità di scorrimento libero per navigare l’intero documento in un lampo è qualcosa a cui è difficile rinunciare una volta provato. La rotella per il pollice, più ampia e reattiva, ha reso la navigazione orizzontale tra le colonne del foglio di calcolo un’operazione fluida e naturale, molto più efficiente della combinazione di tasti o dell’uso delle barre di scorrimento a schermo. Il comfort ergonomico si è confermato eccellente, senza alcun affaticamento a mano o polso anche a fine giornata.
Il secondo scenario si è concentrato sul flusso di lavoro creativo. Ho dedicato diverse ore al fotoritocco in Adobe Photoshop e al montaggio video in DaVinci Resolve. È qui che le nuove funzionalità hanno avuto modo di brillare. In Photoshop, il feedback aptico ha fornito una sottile ma utile vibrazione nel momento esatto in cui un oggetto si allineava a una griglia o a una guida, aggiungendo un livello di conferma tattile che aumenta la precisione. L’Actions Ring, configurato con scorciatoie per i miei strumenti più usati (pennello, timbro clone, selezione), si è dimostrato un modo rapido per accedere alle funzioni senza staccare la mano dal mouse. In DaVinci Resolve, ho mappato la rotella del pollice per lo scrubbing orizzontale della timeline, un’applicazione che si è rivelata estremamente intuitiva. Tuttavia, è emerso anche un limite: l’efficacia di queste innovazioni è strettamente legata al supporto software. Mentre l’integrazione con la suite Adobe è matura, in altri software meno diffusi l’Actions Ring si riduce a un semplice lanciatore di scorciatoie da tastiera, perdendo parte della sua magia contestuale.
Infine, ho testato l’ecosistema multi-dispositivo. La mia postazione di lavoro comprende un PC desktop con Windows 11 (collegato via Logi Bolt) e un MacBook Pro (collegato via Bluetooth). La funzione Easy-Switch, accessibile tramite il pulsante posto sotto il mouse, ha permesso di passare da un sistema all’altro in modo quasi istantaneo. Ma è stata la tecnologia Logi Flow a impressionarmi di più. Una volta attivata tramite Options+, mi ha permesso di spostare il cursore da uno schermo all’altro come se fossero un unico grande desktop esteso. Ho potuto copiare un file di testo dal PC Windows e incollarlo direttamente in un documento sul Mac con una fluidità disarmante. Sebbene richieda che entrambi i computer siano sulla stessa rete, per chi lavora costantemente con più sistemi, questa funzione da sola potrebbe giustificare l’investimento.
Approfondimenti
Il Feedback Aptico: rivoluzione tattile o gimmick?
L’introduzione del feedback aptico è, senza dubbio, la novità più discussa del Logitech MX Master 4. Si tratta di un piccolo motore vibrante integrato nell’area di appoggio del pollice, progettato per fornire un riscontro tattile a determinate azioni digitali. Nella pratica, si manifesta come una serie di vibrazioni discrete e personalizzabili. Si avverte un leggero impulso quando il mouse si connette a un dispositivo, una vibrazione più decisa quando la batteria è quasi scarica, e un “clic” tattile quando si scorre tra le opzioni dell’Actions Ring.
L’idea alla base è quella di “rendere fisico il digitale”, fornendo conferme non visive che possono aumentare la precisione e ridurre il carico cognitivo. L’esempio più efficace che ho riscontrato è stato in Adobe Photoshop: quando si trascina un livello, il mouse emette una brevissima vibrazione nel preciso istante in cui i bordi si allineano a una guida o al centro della tela. È una sensazione sottile, ma che dopo qualche ora di utilizzo diventa sorprendentemente utile, quasi un sesto senso che guida la mano.
Tuttavia, l’utilità di questa tecnologia è, al momento, fortemente limitata dal suo supporto software. Funziona egregiamente nelle applicazioni per cui Logitech ha sviluppato plugin specifici (come la suite Adobe, Zoom e Microsoft Excel), ma al di fuori di questo ecosistema, il suo ruolo si riduce a semplici notifiche di sistema. Non c’è ancora un supporto esteso per software di modellazione 3D, CAD o altri strumenti professionali di nicchia. Questo porta a una conclusione ambivalente: il feedback aptico non è un semplice gimmick, perché il suo potenziale per migliorare la precisione è reale e tangibile. Al momento, però, l’utente paga un “beta premium” per una tecnologia promettente ma ancora acerba, la cui utilità dipenderà interamente dalla velocità con cui Logitech e gli sviluppatori di terze parti ne espanderanno l’integrazione.
Actions Ring: un nuovo paradigma di efficienza?
Accanto all’aptica, l’Actions Ring rappresenta l’altra grande innovazione software-driven del Logitech MX Master 4. Premendo il nuovo pulsante integrato nel supporto per il pollice, si attiva un’interfaccia radiale a schermo, un anello di otto scorciatoie personalizzabili che appare direttamente intorno al cursore. La sua forza risiede nella contestualità: le azioni proposte cambiano a seconda dell’applicazione in uso. Sul desktop di Windows, potrei avere scorciatoie per aprire Esplora File, catturare una schermata o gestire i desktop virtuali. Aprendo Photoshop, l’anello potrebbe trasformarsi per offrire accesso immediato a filtri, strumenti di regolazione o azioni complesse.
Logitech sostiene che questa funzione possa aumentare la velocità del flusso di lavoro fino al 33%, e in alcuni scenari posso confermare che l’efficienza è notevole. Per azioni che normalmente richiederebbero di spostare il cursore verso una barra degli strumenti o un menu, avere il comando disponibile a un “click-e-movimento” di distanza è indubbiamente più rapido. La personalizzazione tramite Logi Options+ è profonda: ogni “spicchio” dell’anello può essere assegnato a un’azione predefinita, a una macro Smart Actions, a una scorciatoia da tastiera o persino all’apertura di un’applicazione.
Il sistema, però, non è esente da controindicazioni. Per gli utenti con una memoria muscolare consolidata su decenni di scorciatoie da tastiera, l’adozione dell’Actions Ring richiede uno sforzo cognitivo per reimparare il proprio workflow. In alcuni casi, ho trovato più veloce e istintivo premere Ctrl+S piuttosto che attivare l’anello, cercare l’icona di salvataggio e selezionarla. L’Actions Ring non è quindi una soluzione universale, ma uno strumento potente che si rivolge principalmente a due categorie di utenti: coloro che sono più orientati visivamente e preferiscono interfacce grafiche alle combinazioni di tasti, e i “power user” che desiderano un ulteriore livello di personalizzazione per automatizzare azioni complesse non facilmente mappabili sulla tastiera.
Ergonomia raffinata: i dettagli che fanno la differenza
La forma del Logitech MX Master 4 è un’icona di ergonomia, e Logitech ha saggiamente scelto di non stravolgerla. Tuttavia, ha introdotto una serie di micro-miglioramenti che, sommati, affinano ulteriormente un’esperienza di comfort già eccellente. Il cambiamento più impattante è senza dubbio il riposizionamento del pulsante per le gesture. Nel modello 3S, questo era goffamente integrato nella base del supporto per il pollice, richiedendo una pressione innaturale e difficile da eseguire. Molti utenti, me compreso, finivano per non usarlo mai. Sul Master 4, questo è diventato un terzo pulsante laterale distinto, collocato in modo intelligente appena davanti ai tasti “avanti” e “indietro”. Ora è facilmente accessibile, reattivo e finalmente utilizzabile, sbloccando un intero nuovo set di comandi rapidi.
Un’altra modifica apprezzabile riguarda l’area della rotella per il pollice. È stata leggermente ampliata, offrendo più spazio intorno alla rotella stessa. Questo evita che il pollice sfreghi contro il corpo del mouse durante lo scorrimento, rendendo la navigazione orizzontale più fluida e meno “costretta”. Questi ritocchi, sebbene possano sembrare minori sulla carta, dimostrano un’attenzione quasi ossessiva al feedback degli utenti e all’ottimizzazione dei dettagli.
Questi innegabili miglioramenti devono però essere bilanciati con due considerazioni. La prima è il leggero aumento di peso e la superficie meno grippante, che potrebbero richiedere un breve periodo di adattamento per chi proviene dal 3S. La seconda, e ben più grave, è l’ostinata assenza di una versione per mancini. In un’epoca in cui l’inclusività nel design è un tema centrale, continuare a ignorare circa il 10% della popolazione con il proprio prodotto di punta rimane una macchia inspiegabile sul curriculum di Logitech e un difetto non più perdonabile.
La ruota MagSpeed e lo SmartShift: analisi approfondita
Se dovessi scegliere una singola caratteristica che definisce la superiorità della serie MX Master, sarebbe senza dubbio la rotella di scorrimento MagSpeed. Questo componente non è una semplice rotella, ma un piccolo capolavoro di ingegneria elettromagnetica. La sua genialità risiede nella sua duplice natura. In modalità Ratchet (a scatti), offre un feedback tattile preciso e controllato, perfetto per scorrere un documento riga per riga o per zoomare con precisione millimetrica. Ogni scatto è percepibile, meccanico, rassicurante.
Ma con un colpo più deciso del dito, la magia si compie. La tecnologia SmartShift disinnesta gli elettromagneti, e la rotella passa istantaneamente alla modalità Free-Spin (scorrimento libero). In questa modalità, la ruota in metallo lavorato gira quasi senza attrito, spinta dalla sola inerzia, permettendo di scorrere fino a 1.000 righe al secondo. Attraversare un PDF di centinaia di pagine o un lungo feed di notizie diventa un’operazione istantanea. La sensazione di sentire il “clic” meccanico quando i magneti si disattivano e la ruota si libera è incredibilmente soddisfacente.
Con il Logitech MX Master 4 e il software Logi Options+, questo sistema raggiunge un nuovo livello di raffinatezza. Ora è possibile non solo personalizzare la soglia di forza necessaria per attivare lo SmartShift, ma anche regolare la “forza di scorrimento” della modalità a scatti. Questo permette di avere un feedback più morbido o più marcato a seconda delle proprie preferenze. È un livello di controllo granulare che consolida la MagSpeed come la migliore rotella di scorrimento sul mercato, un punto di riferimento con cui tutti i concorrenti devono, e continuano a, misurarsi.
Materiali e longevità: la sfida del grigio
La scelta di un dispositivo elettronico di colore grigio porta sempre con sé una domanda implicita: come invecchierà? La mia esperienza con il precedente MX Master 3S in colorazione “Pale Grey” è stata deludente sotto questo aspetto; il rivestimento gommato, dopo circa un anno, ha iniziato a mostrare segni di ingiallimento e a raccogliere sporco in modo quasi permanente, nonostante una pulizia regolare. Con il Logitech MX Master 4 grigio, Logitech promette di aver risolto questo problema alla radice.
La chiave di volta è il nuovo approccio ai materiali. Abbandonando la gomma porosa, la scocca principale è ora in plastica dura con una finitura micro-testurizzata. Secondo i designer di Logitech, questa superficie non è verniciata, il che elimina il rischio di scolorimento o usura della vernice. La texture stessa è stata progettata per essere più resistente alle macchie e più facile da pulire. Dopo diverse settimane di uso intenso, posso confermare che la superficie rimane impeccabile. Un semplice passaggio con un panno in microfibra è sufficiente per rimuovere qualsiasi impronta.
Le parti in silicone, strategicamente posizionate, sembrano anch’esse di una qualità superiore, simili a quelle utilizzate negli utensili da cucina di alta gamma, e dovrebbero resistere molto meglio al degrado nel tempo. Un altro piccolo ma significativo dettaglio che parla di longevità e sostenibilità è la presenza di viti a vista nella parte inferiore del mouse. Questo non solo facilita un’eventuale riparazione fuori garanzia, ma semplifica anche lo smontaggio a fine vita per un corretto riciclo dei componenti. Sebbene solo il tempo potrà dare un verdetto definitivo, le scelte progettuali e materiche del Master 4 grigio infondono una grande fiducia nella sua capacità di mantenere il suo aspetto elegante per anni, superando brillantemente una delle maggiori debolezze del suo predecessore.
Connettività e polling rate: luci e ombre
L’infrastruttura di connettività del Logitech MX Master 4 è un chiaro esempio di eccellenza con una singola, vistosa, ombra. Partiamo dagli aspetti positivi, le “luci”. Il mouse offre una doppia opzione di connessione wireless: Bluetooth Low Energy, per una compatibilità universale con laptop, tablet e altri dispositivi senza bisogno di dongle, e il ricevitore Logi Bolt USB-C. Quest’ultimo rappresenta lo standard di connettività sicuro e ad alte prestazioni di Logitech, progettato per ambienti aziendali e per offrire una connessione più stabile e con meno latenza in aree affollate di segnali a 2.4 GHz. Il nuovo chip interno, che promette una connessione due volte più potente, si traduce in un’esperienza d’uso solida e affidabile. La capacità di associare il mouse a tre dispositivi diversi e di passare dall’uno all’altro con la pressione di un pulsante (o tramite l’Actions Ring) rimane una delle caratteristiche più apprezzate della serie.
Tuttavia, c’è un’ombra che si proietta su questo quadro altrimenti perfetto: il polling rate è fermo a 125Hz. In un’epoca in cui i monitor ad alto refresh rate (120Hz, 144Hz e oltre) sono sempre più diffusi non solo nel gaming ma anche in ambito professionale, un polling rate così basso può tradursi in un movimento del cursore percepibilmente meno fluido rispetto a mouse con polling rate di 500Hz o 1000Hz. Per la maggior parte delle attività di produttività, 125Hz sono più che sufficienti, ma per chi è abituato a una maggiore fluidità, la differenza è visibile. Questa scelta tecnica sembra una deliberata segmentazione di mercato per non sovrapporsi alla linea gaming di Logitech. Un’altra piccola ma cronica mancanza è l’assenza di uno scomparto interno per riporre il dongle Bolt durante il trasporto, un’svista che continua a essere perdonata a ogni generazione.
L’Ecosistema MX: sinergia con la tastiera MX Keys S
Valutare il Logitech MX Master 4 come un’entità isolata significa perdere una parte significativa del suo valore. La sua vera forza emerge quando viene integrato nell’ecosistema di prodotti MX, in particolare quando lavora in tandem con una tastiera come la MX Keys S. È in questa sinergia che le funzionalità software di Logitech passano da essere semplici comodità a veri e propri moltiplicatori di produttività.
La tecnologia Logi Flow, ad esempio, è trasformativa. Permette non solo di controllare più computer con un unico mouse, ma quando una tastiera MX è associata, anche la tastiera segue il mouse. Spostando il cursore dallo schermo del mio PC a quello del mio MacBook, la MX Keys S ha iniziato automaticamente a digitare sul Mac. Questa transizione senza soluzione di continuità elimina la necessità di switch KVM fisici o soluzioni software complesse, unificando più sistemi in un unico spazio di lavoro.
Anche le Smart Actions beneficiano di questa integrazione. Posso creare una macro che, con la pressione di un singolo tasto sul mouse, apra simultaneamente Photoshop, Slack e Spotify, e posso assegnare la stessa macro a un tasto funzione sulla tastiera. Questa interoperabilità crea un ambiente di lavoro altamente personalizzato e automatizzato. La funzione Easy-Switch può essere mappata su uno spicchio dell’Actions Ring del mouse, permettendo di cambiare il controllo di entrambi i dispositivi (mouse e tastiera) su un altro computer con un singolo gesto del mouse, senza dover premere i pulsanti fisici su ciascuna periferica. Questa profonda integrazione software è il vero asso nella manica di Logitech, trasformando un insieme di periferiche di alta qualità in un sistema coeso e intelligente che pochi concorrenti possono eguagliare.
Confronto Diretto: MX Master 4 vs. MX Master 3S, l’upgrade vale la spesa?
Per chiunque possieda già un MX Master 3S, la domanda è inevitabile: vale la pena passare al nuovo modello? La risposta, onestamente, è sfumata e dipende molto dalle priorità individuali. Mettiamo i due mouse a confronto diretto. Il Logitech MX Master 4 offre miglioramenti oggettivi: i materiali sono più durevoli e resistenti alle macchie, risolvendo il principale difetto a lungo termine del 3S. Il pulsante per le gesture è stato riposizionato in modo intelligente, rendendolo finalmente pratico. Le nuove funzionalità, come il feedback aptico e l’Actions Ring, aggiungono un nuovo livello di interazione, sebbene il loro supporto sia ancora in fase di sviluppo.
D’altra parte, l’MX Master 3S ha ancora molto da dire. Alcuni utenti potrebbero preferire la sensazione più “grippante” del suo rivestimento in gomma. Le sue funzionalità principali – la rotella MagSpeed, il sensore da 8K DPI, la grande autonomia e il comfort ergonomico – sono praticamente identiche a quelle del nuovo modello. E, fattore non trascurabile, il suo prezzo è spesso inferiore, specialmente durante i periodi di sconti.
Il mio verdetto è il seguente. L’aggiornamento è caldamente consigliato per due categorie di utenti: coloro che sono stati frustrati dal degrado estetico del loro 3S e desiderano un dispositivo costruito per durare, e i professionisti creativi che lavorano intensamente con software che già supportano pienamente le nuove funzionalità aptiche e l’Actions Ring. Per questi ultimi, i guadagni in termini di precisione e velocità potrebbero giustificare la spesa. Per tutti gli altri, il cui MX Master 3S funziona ancora perfettamente, l’incentivo all’aggiornamento è debole. Il 3S rimane un mouse straordinario, e le novità del Master 4, per quanto ben implementate, non costituiscono una rivoluzione tale da rendere obsoleto il suo predecessore.
Funzionalità
Oltre all’hardware e all’ergonomia, il vero valore del Logitech MX Master 4 risiede in un arsenale di funzionalità software progettate per ottimizzare ogni aspetto del flusso di lavoro digitale. Queste non sono semplici opzioni, ma veri e propri strumenti che, una volta integrati nella propria routine, possono far risparmiare tempo e ridurre i movimenti ripetitivi.
La funzione più potente è probabilmente Logi Flow. Questa tecnologia permette di utilizzare il mouse (e una tastiera MX abbinata) su più computer contemporaneamente, semplicemente spostando il cursore oltre il bordo di uno schermo per farlo apparire su un altro. Supporta il trasferimento di file e testo tramite copia e incolla tra sistemi operativi diversi, come Windows e macOS, unificando di fatto più macchine in un unico spazio di lavoro senza interruzioni.
Le Smart Actions, accessibili tramite Logi Options+, sono essenzialmente delle macro potenziate. Permettono di automatizzare sequenze di comandi con la pressione di un singolo pulsante. Ad esempio, ho creato una Smart Action “Inizia Giornata” che, con un click, apre il mio browser, il client di posta, Slack e la mia applicazione di to-do list, posizionando le finestre nelle mie posizioni preferite sullo schermo.
La funzione Easy-Switch consente di associare il mouse a un massimo di tre dispositivi diversi (es. PC, laptop, tablet) e di passare da uno all’altro istantaneamente. Infine, le personalizzazioni specifiche per applicazione permettono di creare profili su misura, in modo che i pulsanti del mouse assumano funzioni diverse a seconda del software attivo, garantendo che i comandi più utili siano sempre a portata di dito, esattamente quando servono.
Pregi e difetti
Dopo settimane di test approfonditi, è possibile distillare l’essenza del Logitech MX Master 4 in una serie di punti di forza innegabili e alcune debolezze persistenti. Questo riassunto offre una visione bilanciata per chi cerca un verdetto rapido e diretto.
Pregi:
- Ergonomia eccezionale, ulteriormente raffinata nei dettagli chiave come il posizionamento dei pulsanti laterali.
- Materiali di alta qualità e una costruzione che promettono una maggiore longevità e resistenza all’usura rispetto ai modelli precedenti.
- Rotella MagSpeed con SmartShift e scorrimento orizzontale, una combinazione impareggiabile per la produttività.
- Personalizzazione software profonda e potente tramite Logi Options+, con funzionalità uniche come Logi Flow e Smart Actions.
- Click principali estremamente silenziosi ma con un feedback tattile chiaro e soddisfacente.
- Sensore Darkfield da 8,000 DPI che traccia con precisione su qualsiasi superficie, incluso il vetro.
Difetti:
- Il polling rate di soli 125Hz risulta anacronistico per un mouse premium nel 2025, specialmente per chi utilizza monitor ad alto refresh rate.
- Le funzionalità avanzate sono totalmente dipendenti dal software Logi Options+, senza memoria on-board, limitandone l’uso in ambienti aziendali restrittivi.
- Continua e inspiegabile mancanza di una versione dedicata ai mancini.
- L’assenza del cavo di ricarica USB-C nella confezione stona in un prodotto di questa fascia di prezzo.
- Il feedback aptico e l’Actions Ring, sebbene promettenti, hanno un supporto software ancora limitato a poche applicazioni chiave.
Prezzo
Il Logitech MX Master 4 si posiziona al vertice del mercato con un prezzo di listino di 129 euro. Questo prezzo lo colloca inequivocabilmente nella fascia premium, un territorio riservato a utenti che considerano il mouse non un semplice accessorio, ma uno strumento di lavoro fondamentale per cui sono disposti a investire.
Per contestualizzare questa cifra, è utile confrontarla con le alternative. Il suo predecessore, l’MX Master 3S, si trova ormai stabilmente sotto la soglia dei 100 euro, rappresentando un’opzione dal rapporto qualità-prezzo eccellente per chi può rinunciare alle ultime novità. Il principale concorrente, il Razer Pro Click V2, si posiziona anch’esso intorno ai 100 euro, offrendo un’alternativa valida con un focus diverso (polling rate più elevato, minor enfasi sull’ecosistema software).
La domanda cruciale è quindi se il valore percepito del Master 4 giustifichi il sovrapprezzo rispetto a queste alternative. A mio avviso, la risposta è affermativa, ma con delle condizioni. L’investimento aggiuntivo è giustificato dalla promessa di una maggiore longevità grazie ai nuovi materiali, dai raffinamenti ergonomici tangibili (come il nuovo pulsante per le gesture) e dal potenziale delle nuove tecnologie come l’aptica e l’Actions Ring. Per un professionista che passerà migliaia di ore con questo dispositivo nei prossimi anni, la differenza di prezzo si diluisce, diventando un investimento ragionevole per ottenere il miglior strumento disponibile sul mercato.
Conclusioni
Al termine di questa analisi approfondita, il verdetto è chiaro: il Logitech MX Master 4 riesce nell’impresa di migliorare un prodotto già vicino alla perfezione, difendendo con successo la sua corona di re dei mouse per la produttività. Non lo fa con una rivoluzione, ma attraverso una serie di affinamenti intelligenti e mirati, molti dei quali nascono dall’ascolto attento del feedback della sua vasta base di utenti. L’attenzione ai materiali per garantire una maggiore longevità, i ritocchi ergonomici che migliorano l’usabilità quotidiana e l’introduzione di tecnologie innovative come il feedback aptico ne consolidano lo status di benchmark.
A chi lo consiglio: Lo consiglio senza esitazione ai professionisti e ai creativi che cercano il massimo in termini di comfort, efficienza e personalizzazione, e che sono disposti a investire in uno strumento che li accompagnerà per anni. È la scelta ideale per chi è profondamente integrato in ecosistemi software supportati (come quello di Adobe), per chi lavora su più computer e può sfruttare appieno Logi Flow, e per chiunque acquisti per la prima volta un mouse di fascia alta.
A chi non lo consiglio: Non è un aggiornamento essenziale per i possessori di un MX Master 3S ancora in buone condizioni. È una scelta sconsigliata per chi lavora in ambienti aziendali con rigide policy IT che impediscono l’installazione del software, poiché perderebbe gran parte del suo valore. È assolutamente inadatto ai gamer, anche occasionali, che noteranno la limitazione del polling rate a 125Hz. E, purtroppo, rimane un’opzione inesistente per gli utenti mancini, che dovranno ancora una volta guardare altrove. Attualmente è disponibile su Amazon e sul sito ufficiale.








