UGREEN NASync DH4300 Plus è un dispositivo che sulla carta sembra voler riscrivere le regole del gioco per la fascia entry-level e SOHO (Small Office/Home Office). Fa parte della serie “value” di UGREEN, progettata per fornire le funzionalità essenziali di un NAS a un costo accessibile, ma si distingue immediatamente dalla concorrenza per una scelta coraggiosa e fondamentale: l’adozione di un potente System-on-Chip (SoC) basato su architettura ARM, il Rockchip RK3588, al posto dei più comuni processori Intel Celeron che popolano questa fascia di prezzo. Al momento è disponibile direttamente sulla pagina ufficiale di Amazon Italia.
Unboxing
L’esperienza di unboxing di un prodotto UGREEN tradisce immediatamente le origini dell’azienda nel settore dell’elettronica di consumo di alta qualità. La confezione del DH4300 Plus è robusta, ben progettata e trasmette una sensazione di cura che non sempre si riscontra in questa fascia di prezzo. All’interno di una scatola esterna protettiva, il NAS è alloggiato in modo sicuro in un guscio di schiuma espansa, protetto da eventuali urti durante il trasporto.
Una volta estratto il dispositivo, si trova una scatola di accessori separata, un dettaglio che apprezzo sempre perché mantiene tutto ordinato. Dentro, UGREEN fornisce tutto il necessario per iniziare: l’alimentatore esterno da 72W, un cavo di rete di buona qualità (nel mio caso un CAT 7, un tocco premium non scontato), e due sacchetti meticolosamente etichettati contenenti le viti per l’installazione di dischi da 3.5 pollici e da 2.5 pollici. La vera sorpresa, per quanto piccola, è la presenza di un piccolo cacciavite magnetico. È un gesto minore, ma è un segnale deliberato di attenzione verso l’utente, specialmente per chi si avvicina per la prima volta al mondo dei NAS e potrebbe non avere gli strumenti a portata di mano. Rimuove una barriera, per quanto piccola, e rende l’intero processo di installazione meno intimidatorio.
Il NAS arriva ovviamente privo di dischi. Per questa recensione, l’unità mi è stata fornita con un set completo di quattro hard disk Seagate IronWolf ST4000VN006-3CW104 da 4TB ciascuno. Tirare fuori dalla loro confezione antistatica questi dischi, progettati specificamente per un funzionamento continuo, e averli pronti per l’installazione, ha completato la sensazione di avere tra le mani un pacchetto completo e pronto per essere messo alla prova. L’impressione iniziale è quella di un prodotto che, pur puntando al valore, non ha lesinato sugli elementi essenziali per garantire un’esperienza utente positiva fin dal primo contatto.
Materiali, costruzione e design
Il design del UGREEN NASync DH4300 Plus si discosta nettamente dall’estetica tradizionale dei NAS. Abbandonando il classico formato a “scatola” con alloggiamenti frontali, UGREEN ha optato per un design verticale, a caricamento dall’alto, che ricorda più un tostapane di lusso o un moderno purificatore d’aria che un server di rete. Questa scelta ha implicazioni sia estetiche che funzionali. Con le sue dimensioni compatte di 155 x 155 x 215.7 mm, il dispositivo occupa uno spazio minimo sulla scrivania e, grazie alla sua finitura opaca e minimalista, si integra con discrezione in un ambiente domestico o in un piccolo ufficio.
Lo chassis è un mix di metallo e plastica. Il corpo principale sembra essere una solida struttura metallica che conferisce peso e stabilità, mentre il coperchio superiore e le slitte interne sono in plastica. Il coperchio superiore, che nasconde gli alloggiamenti dei dischi, è tenuto in posizione da quattro magneti. È una soluzione elegante e pulita, che permette un accesso rapido all’interno, ma che ho trovato forse un po’ troppo leggera; sollevando il NAS afferrandolo dai lati, è facile che il coperchio si sposti o si stacchi. Non è un difetto grave, ma richiede un minimo di attenzione.
Una volta rimosso il coperchio, si accede ai quattro alloggiamenti verticali. Le slitte sono interamente in plastica e, al tatto, appaiono un po’ leggere, soprattutto se paragonate alle slitte metalliche di modelli più costosi. Tuttavia, sono dotate di cuscinetti in gomma nei punti di contatto con i dischi, una soluzione intelligente per smorzare le vibrazioni dei dischi meccanici in funzione. L’installazione non è tool-less: ogni disco deve essere fissato alla slitta con delle viti. Questo rende il processo di sostituzione di un’unità più laborioso rispetto ai sistemi a incastro, ma conferma anche il posizionamento del prodotto: è pensato per un utente che installa i dischi una volta e li lascia operare per anni, non per un ambiente enterprise dove lo hot-swap rapido è una necessità. Questo design è una chiara dichiarazione di intenti: l’estetica e la silenziosità hanno la precedenza sulla praticità da data center.
Specifiche tecniche
Prima di addentrarci nelle prestazioni e nelle funzionalità software, è fondamentale avere un quadro chiaro dell’hardware che anima questo NAS. Ho raccolto e verificato le specifiche da più fonti per fornire un riferimento preciso, risolvendo alcune piccole discrepanze, ad esempio sulla velocità esatta delle porte USB, che a volte vengono riportate in modo incoerente. La tabella seguente riassume la dotazione tecnica del UGREEN NASync DH4300 Plus, che, come vedremo, è il suo principale punto di forza nel confronto con la concorrenza diretta.
| Caratteristica | Specifica |
| Modello | UGREEN NASync DH4300 Plus |
| CPU | Rockchip RK3588 (8-core: 4x Cortex-A76 @ 2.4GHz + 4x Cortex-A55 @ 1.8GHz) |
| GPU | ARM Mali-G610 MP4 |
| NPU | Fino a 6 TOPS |
| Memoria RAM | 8 GB LPDDR4X (saldata, non espandibile) |
| Memoria di Sistema | 32 GB eMMC (per UGOS Pro) |
| Alloggiamenti Unità | 4 x SATA 3.5″/2.5″ HDD/SSD |
| Capacità Massima | 120 TB (4 x 30 TB) |
| Porte di Rete | 1 x 2.5GbE RJ-45 |
| Porte USB | 2 x USB-A 3.2 Gen 2 (10 Gbps, posteriori), 1 x USB-C 3.2 Gen 1 (5 Gbps, anteriore) |
| Uscita Video | 1 x HDMI 2.1 (fino a 4K @ 60 Hz) |
| Slot M.2 NVMe | Nessuno |
| Espansione PCIe | Nessuna |
| Modalità RAID | JBOD, Basic, RAID 0, RAID 1, RAID 5, RAID 6, RAID 10 |
| Sistema di Raffreddamento | 1 x ventola interna (montata alla base) |
| Alimentazione | Adattatore esterno 12V / 6A (72W) |
| Dimensioni (A x L x P) | 215.7 x 155 x 155 mm |
| Sistema Operativo | UGOS Pro |
Questa scheda tecnica parla chiaro: il processore octa-core, gli 8 GB di RAM di base e la porta di rete a 2.5GbE sono caratteristiche che raramente si trovano insieme in un NAS a 4 alloggiamenti in questa fascia di prezzo. È una dotazione che promette molto, ma che porta con sé anche dei compromessi, come l’impossibilità di espandere la RAM o di aggiungere una cache SSD tramite slot M.2.
Applicazione
Per molti utenti domestici, il vero volto di un NAS non è più l’interfaccia web, ma l’applicazione mobile. UGREEN sembra averlo capito perfettamente, investendo risorse significative nello sviluppo di un’app, “UGREEN NAS“, che si è rivelata sorprendentemente matura e funzionale. L’intero processo di configurazione iniziale del DH4300 Plus può essere completato tramite smartphone, un vantaggio enorme per chi non vuole necessariamente passare da un computer. Una volta collegato il NAS alla rete e acceso, l’app lo rileva automaticamente sulla LAN, guidando l’utente attraverso la creazione dell’account amministratore, la configurazione dello storage pool e la creazione del primo volume. È un processo fluido e intuitivo.
Nell’uso quotidiano, l’app diventa il centro di controllo per le operazioni più comuni. L’interfaccia è pulita, reattiva e ben organizzata. Da qui posso monitorare lo stato del sistema, controllare l’utilizzo dello spazio, gestire utenti e file, e accedere ai miei dati da remoto tramite il servizio UGREENlink, che non richiede complicate configurazioni del router. La funzionalità che però brilla di più è senza dubbio il backup automatico delle foto. Una volta attivata, l’app carica in background ogni nuova foto e video scattati con lo smartphone direttamente sul NAS. Funziona in modo affidabile, simile a come farebbero Google Foto o iCloud, con il vantaggio cruciale che i dati risiedono sul mio hardware, a casa mia.
Questa enfasi sull’esperienza mobile è una scelta strategica chiara. UGREEN sta posizionando il DH4300 Plus non tanto come un server aziendale in miniatura, quanto come un “personal cloud”, un hub per la vita digitale della famiglia. Per l’utente che cerca di liberarsi dagli abbonamenti ai servizi cloud, un’app mobile che sia altrettanto semplice e funzionale non è un optional, ma il requisito fondamentale. L’interfaccia web resta disponibile per le configurazioni avanzate, ma per l’uso di tutti i giorni, l’app UGREEN è più che sufficiente, e in alcuni casi, persino più piacevole da usare.
Hardware
Analizzare l’hardware del UGREEN NASync DH4300 Plus significa andare oltre la semplice lista di componenti e comprendere la filosofia di compromessi strategici che UGREEN ha adottato. Al centro di tutto c’è il SoC Rockchip RK3588, un processore ARM a 8 core che rappresenta una scelta atipica e audace in un mercato dominato da soluzioni x86 a basso consumo. Questo non è un chip per smartphone riciclato; è un SoC moderno e potente, progettato per applicazioni multimediali e di edge AI, dotato di una NPU (Neural Processing Unit) da 6 TOPS che alimenta le funzioni di intelligenza artificiale del sistema operativo. È un motore nettamente più performante rispetto ai Celeron dual-core o quad-core che si trovano nei NAS concorrenti di pari prezzo.
A supporto del processore troviamo 8 GB di memoria RAM LPDDR4X. Si tratta di una quantità generosa per un dispositivo di questa fascia, che garantisce un’ottima fluidità nell’interfaccia e la capacità di gestire più attività contemporaneamente, incluso l’utilizzo di applicazioni containerizzate tramite Docker. Il rovescio della medaglia è che questa memoria è saldata direttamente sulla scheda madre e non è in alcun modo espandibile. È una scelta dettata dalla necessità di contenere i costi e le dimensioni, ma che fissa un limite invalicabile alle ambizioni future del dispositivo.
L’omissione più significativa, però, è l’assenza di slot M.2 NVMe. Questa decisione impedisce l’utilizzo di SSD veloci per la cache, una funzione che può accelerare notevolmente le operazioni di lettura/scrittura casuale, utili ad esempio quando si eseguono database o più applicazioni Docker. Questa mancanza è un chiaro elemento di differenziazione rispetto alla serie DXP di UGREEN, che invece offre questa possibilità. Ogni limitazione hardware del DH4300 Plus — la RAM fissa, l’assenza di M.2, la singola porta LAN — sembra essere una caratteristica presente su un modello UGREEN più costoso. Non si tratta di una svista, ma di una precisa strategia di segmentazione del mercato, che definisce il DH4300 Plus come un potente server per file e media, ma lo frena deliberatamente dall’invadere il territorio di macchine più versatili e orientate al business.
Prestazioni
Ho ribattezzato mentalmente questa sezione “Prestazioni, Consumi e Rumorosità”, perché per un dispositivo destinato a rimanere acceso 24 ore su 24, 7 giorni su 7, in un ambiente domestico o in un piccolo ufficio, questi tre elementi sono inscindibili. E qui, la scelta di un’architettura ARM si rivela vincente. Il DH4300 Plus è un campione di efficienza energetica. Durante i miei test, con i quattro hard disk Seagate IronWolf installati e in funzione, ho misurato un consumo in idle, con i dischi attivi, di circa 15-18W. Quando il sistema entra in modalità di ibernazione dei dischi, il consumo scende a circa 5W, un valore incredibilmente basso. Sotto carico intenso, come durante una copia di file a piena velocità o la transcodifica di un video, il consumo non ha mai superato i 30-35W.
Questi numeri sono importanti non solo per la bolletta elettrica, ma anche per le implicazioni termiche e acustiche. Un basso consumo si traduce in meno calore da dissipare. Il sistema di raffreddamento, basato su una singola ventola montata alla base del telaio che espelle l’aria verso il basso, si è comportato egregiamente. Anche durante le operazioni più intense, il NAS è rimasto appena tiepido al tatto e la ventola ha mantenuto un regime di rotazione molto basso, risultando quasi inudibile a un metro di distanza.
La principale fonte di rumore, come prevedibile, sono i dischi meccanici. I quattro Seagate IronWolf da 4TB, pur essendo ottimizzati per i NAS, producono un leggero ronzio di fondo e il caratteristico “tichettio” durante le operazioni di ricerca. Grazie al design dello chassis e ai supporti in gomma, queste vibrazioni sono ben smorzate, ma in un ambiente completamente silenzioso, la presenza del NAS è comunque percepibile. Tuttavia, nel contesto di un normale soggiorno o ufficio, il suo impatto acustico è minimo. L’efficienza del DH4300 Plus è uno dei suoi più grandi pregi. Rappresenta un’alternativa enormemente più conveniente, in termini di costo totale di possesso (TCO), rispetto al riutilizzo di un vecchio PC come server domestico, il cui consumo energetico in idle potrebbe essere anche dieci volte superiore.
Test
Per valutare le prestazioni del UGREEN NASync DH4300 Plus in uno scenario realistico, ho integrato il dispositivo nella mia rete domestica, che è basata su uno switch multi-gigabit (con porte a 2.5GbE e 10GbE) a cui sono connessi il mio PC principale e altri dispositivi. Ho configurato i quattro hard disk Seagate IronWolf da 4TB in un unico storage pool con un volume in RAID 5, che offre un buon equilibrio tra capacità (12TB utilizzabili), prestazioni e ridondanza (tolleranza al guasto di un disco). Il file system scelto è stato il Btrfs, per poter sfruttare la funzione di snapshot.
Il primo test, e quello più comune, è stato il trasferimento di file di grandi dimensioni. Ho copiato un singolo file video da 50 GB dal mio PC (dotato di SSD NVMe) al NAS. Le velocità di scrittura si sono attestate stabilmente intorno ai 270-280 MB/s, saturando di fatto la capacità della connessione 2.5GbE. Questo è un risultato eccellente, che dimostra come né il processore ARM né la configurazione RAID 5 costituiscano un collo di bottiglia in questo scenario. La lettura dello stesso file dal NAS al PC ha prodotto risultati analoghi, confermando che il limite è imposto unicamente dalla rete. Trasferire un gigabyte di dati richiede poco più di 3 secondi, un passo avanti enorme rispetto al gigabit ethernet.
Il secondo test è stato più impegnativo: la copia di una cartella contenente circa 15.000 file di piccole e medie dimensioni (una libreria di foto e documenti) per un totale di 30 GB. Come previsto, le prestazioni in questo caso sono diminuite, poiché le operazioni di I/O casuale sono più stressanti per i dischi meccanici e il file system. La velocità media si è assestata tra i 70 e i 100 MB/s, un risultato comunque più che rispettabile per questa categoria di prodotto e per un array di HDD.
Durante tutti i test, l’interfaccia web di UGOS Pro è rimasta scattante e reattiva. Anche con una copia di file in corso in background, la navigazione tra i menu, l’apertura delle applicazioni e la modifica delle impostazioni non hanno mostrato rallentamenti significativi. Questo conferma che il SoC Rockchip RK3588 ha potenza da vendere per gestire le tipiche attività di un NAS domestico, anche in multitasking. Le prestazioni del DH4300 Plus sono solide e limitate, nel migliore dei casi, solo dalla sua interfaccia di rete.
Approfondimenti
Il cuore ARM: Analisi del SoC Rockchip RK3588
La scelta più distintiva e coraggiosa di UGREEN per il DH4300 Plus è senza dubbio il suo processore, il Rockchip RK3588. Abbandonare la comoda e consolidata architettura x86 di Intel per un SoC ARM in questa fascia di mercato è una mossa che merita un’analisi approfondita, perché definisce il carattere e le capacità dell’intero dispositivo. Il RK3588 è costruito con un’architettura big.LITTLE, che combina quattro core ad alte prestazioni Cortex-A76 (fino a 2.4 GHz) per i carichi di lavoro intensivi, con quattro core ad alta efficienza Cortex-A55 (fino a 1.8 GHz) per le attività in background e a basso consumo. Questa configurazione a 8 core offre un equilibrio eccellente tra potenza di calcolo e efficienza energetica, superando in molti benchmark multi-core i processori Intel Celeron (come il J4125 o l’N5105) che si trovano comunemente nei NAS di Synology e QNAP di prezzo simile. Ma la vera differenza non risiede solo nella CPU. Il RK3588 integra anche una GPU Mali-G610 MP4, capace di gestire la decodifica di flussi video fino a 8K, e, soprattutto, una NPU (Neural Processing Unit) dedicata in grado di erogare fino a 6 TOPS di potenza di calcolo per le operazioni di intelligenza artificiale. È questa NPU il motore segreto dietro le funzionalità di analisi delle foto del NAS, permettendo di eseguire compiti come il riconoscimento facciale e la classificazione delle scene direttamente sul dispositivo, in modo efficiente e senza sovraccaricare i core principali della CPU. Questo approccio integrato conferisce al DH4300 Plus un vantaggio specifico nei carichi di lavoro multimediali e basati su AI, ambiti in cui le iGPU dei Celeron, pur capaci, sono spesso meno specializzate.
UGOS Pro su ARM: Un Sistema Operativo in Evoluzione
Il sistema operativo di un NAS è la sua anima, e UGOS Pro, la piattaforma proprietaria di UGREEN basata su Debian, si presenta con un’interfaccia web pulita, moderna e sorprendentemente reattiva. Per un utente che proviene da ecosistemi più maturi come DSM di Synology, la prima impressione è positiva: le operazioni fondamentali come la creazione di uno storage pool, la gestione dei volumi, la configurazione degli utenti e la creazione di cartelle condivise sono intuitive e guidate da procedure semplici. L’estetica è curata e la navigazione tra i menu è fluida, un merito che va condiviso tra il buon lavoro di ottimizzazione software e la potenza del processore sottostante. Tuttavia, è innegabile che UGOS Pro sia un sistema operativo ancora giovane. L’App Center, il negozio di applicazioni native, offre una selezione limitata rispetto ai cataloghi sterminati di Synology e QNAP. Mancano alcune applicazioni avanzate, come una suite di sorveglianza completa o strumenti di virtualizzazione (questi ultimi comunque preclusi dall’architettura ARM). Per colmare questo divario, UGREEN ha fatto una scelta strategica tanto pragmatica quanto efficace: integrare un eccellente supporto a Docker. L’applicazione Docker presente in UGOS Pro offre un’interfaccia grafica semplice che permette di cercare e installare container dal Docker Hub con pochi click, gestendo volumi e impostazioni di rete in modo visuale. Questa mossa, di fatto, “esternalizza” l’espansione dell’ecosistema software alla vastissima community di Docker, consentendo agli utenti più esperti di installare quasi qualsiasi servizio immaginabile, da Plex a Home Assistant. È una soluzione che permette a UGREEN di concentrarsi sulla stabilità del core del sistema operativo, offrendo al contempo una via di espansione quasi illimitata per chi è disposto a “sporcarsi le mani”.
L’Intelligenza Artificiale per le Foto: L’AI Photo Manager alla Prova
Una delle funzionalità più pubblicizzate del DH4300 Plus è il suo gestore di foto potenziato dall’intelligenza artificiale, che sfrutta la NPU del chip Rockchip RK3588. Per metterlo alla prova, ho caricato sul NAS una libreria personale di circa 8.000 fotografie e video. L’applicazione “Foto”, sia da web che da mobile, ha iniziato immediatamente il processo di indicizzazione e analisi. L’esperienza è stata decisamente interessante. La funzione di riconoscimento facciale ha raggruppato con una buona precisione i volti delle persone presenti nelle foto, permettendomi di assegnare un nome a ciascun gruppo e di visualizzare rapidamente tutti gli scatti di un determinato familiare o amico. La vera sorpresa è stata la classificazione per oggetti e scene. Il sistema ha creato automaticamente album tematici come “Animali”, “Cibo”, “Spiaggia”, “Montagna” e persino categorie più specifiche come “Tramonti” o “Architettura”. La precisione non è perfetta — qualche gatto è finito nell’album dei cani e una pizza è stata scambiata per una torta — ma nel complesso l’accuratezza è più che sufficiente per una navigazione tematica efficace della propria libreria. La performance, con una libreria di medie dimensioni, è stata buona, anche se il processo di analisi iniziale ha richiesto diverse ore. Il vero valore di questa funzione, tuttavia, non risiede tanto nella sua precisione chirurgica, quanto nella sua natura completamente locale. Tutta l’analisi delle mie foto personali è avvenuta sul mio dispositivo, a casa mia, senza che un singolo byte di dati o metadati venisse inviato a un server cloud. Per chi, come me, è sempre più preoccupato per la privacy e per come le grandi aziende tecnologiche utilizzano i nostri dati, questa è una caratteristica fondamentale. Offre un’alternativa privata e senza abbonamento a servizi come Google Foto o Apple Foto, mantenendo il pieno controllo sui propri ricordi digitali.
Multimedia e Transcodifica: Plex, Jellyfin e l’Uscita HDMI
Un NAS domestico moderno è spesso anche un media center, e il DH4300 Plus è ben equipaggiato per questo ruolo, ma con alcune importanti precisazioni. La questione cruciale è la transcodifica video, ovvero la capacità del NAS di convertire al volo un file video in un formato compatibile con il dispositivo di riproduzione. Qui l’architettura ARM presenta uno scenario complesso. Ho installato sia Plex che Jellyfin tramite Docker, i due media server più popolari. Con Plex, il supporto alla transcodifica hardware su piattaforme ARM diverse da poche eccezioni (come Nvidia Shield) è storicamente limitato e spesso inesistente. Infatti, durante i miei test, la riproduzione di un file 4K HEVC (H.265) su un client che richiedeva la transcodifica a 1080p ha messo in ginocchio la CPU, con un utilizzo del 100% e una riproduzione a scatti, indicando che il processo avveniva interamente via software. La situazione cambia radicalmente con Jellyfin. Grazie a un lavoro di sviluppo più aperto e al supporto della community, Jellyfin è in grado di sfruttare l’accelerazione hardware della VPU (Video Processing Unit) integrata nel Rockchip RK3588 tramite l’interfaccia RKMPP. Abilitando questa opzione nelle impostazioni di Jellyfin, lo stesso file 4K HEVC è stato transcodificato a 1080p con un utilizzo della CPU inferiore al 15-20%, garantendo una riproduzione perfettamente fluida. Questa è una distinzione fondamentale: il DH4300 Plus è un media server Jellyfin eccezionalmente capace per il suo prezzo, ma un server Plex mediocre se si necessita di transcodifica. Per la riproduzione diretta, senza transcodifica, entrambi funzionano perfettamente. A completare il quadro c’è l’uscita HDMI 2.1, che permette di collegare il NAS direttamente a una TV o a un monitor. Attualmente, UGOS Pro offre una modalità “Theater” basilare, ma il potenziale per trasformarlo in un lettore multimediale locale completo, magari con una distribuzione Linux dedicata, è enorme.
I Dischi in Dotazione: Seagate IronWolf ST4000VN006
Un NAS è valido tanto quanto i dischi che contiene. Per questa prova, il DH4300 Plus è stato equipaggiato con quattro hard disk Seagate IronWolf da 4TB (modello ST4000VN006-3CW104), una scelta che merita un approfondimento. Questi non sono semplici dischi per desktop, ma unità progettate specificamente per l’ambiente operativo di un NAS: funzionamento continuo 24/7, carichi di lavoro multi-utente e tolleranza alle vibrazioni. Sono dotati di firmware AgileArray, che ottimizza le prestazioni in ambienti RAID, e di sensori di vibrazione rotazionale (RV) che aiutano a mantenere prestazioni costanti quando più dischi operano fianco a fianco in un piccolo chassis, mitigando le interferenze reciproche. Una delle caratteristiche tecniche più importanti di questo modello è l’utilizzo della tecnologia di registrazione CMR (Conventional Magnetic Recording). A differenza della tecnologia SMR (Shingled Magnetic Recording), più economica ma meno performante in scrittura casuale, la CMR è ideale per gli array RAID. Durante la ricostruzione di un array dopo il guasto di un disco — un’operazione di scrittura intensa e prolungata — i dischi SMR possono rallentare drasticamente il processo, a volte fino a renderlo insostenibile. La scelta di dischi CMR come gli IronWolf è quindi cruciale per garantire l’affidabilità e la resilienza del sistema di archiviazione. Durante i test, i dischi si sono comportati in modo impeccabile, con temperature operative sempre sotto controllo (tra 40°C e 45°C) e una rumorosità contenuta. La loro velocità di rotazione di 5400 rpm e la cache da 256 MB si sono dimostrate adeguate a saturare la connessione a 2.5GbE del NAS nei trasferimenti sequenziali. La scelta di UGREEN di inviare questi dischi per la recensione dimostra una profonda comprensione delle esigenze del suo pubblico di riferimento, che cerca affidabilità prima di tutto.
Connettività e Limiti: Una Singola Porta 2.5GbE
La connettività di rete del DH4300 Plus è affidata a una singola porta RJ-45 2.5GbE. Questa caratteristica rappresenta, allo stesso tempo, uno dei suoi maggiori punti di forza e uno dei suoi limiti più evidenti. Rispetto allo standard Gigabit Ethernet (1GbE), che limita la velocità a circa 110-115 MB/s, la connessione a 2.5GbE più che raddoppia la larghezza di banda disponibile, permettendo di raggiungere velocità di trasferimento reali vicine ai 280 MB/s. Per un singolo utente che lavora con file di grandi dimensioni — come fotografi, videomaker o semplici appassionati di media in alta definizione — questo si traduce in un’esperienza d’uso trasformata. I backup sono più veloci, l’accesso ai file è quasi istantaneo e lo streaming di contenuti ad alto bitrate è impeccabile. Per l’utente domestico o il piccolo ufficio, il 2.5GbE è oggi il punto di equilibrio ideale tra costo e prestazioni. Tuttavia, la scelta di includere una singola porta di rete impone dei compromessi. L’assenza di una seconda porta preclude due funzionalità importanti in ambienti più esigenti: il link aggregation e il failover. Il link aggregation (o bonding) permette di combinare due porte di rete per raddoppiare la larghezza di banda totale disponibile per più utenti contemporaneamente (non per un singolo trasferimento), mentre il failover garantisce la continuità della connessione di rete nel caso in cui una porta o un cavo si guastino. Si tratta di funzionalità tipicamente business, che UGREEN ha riservato, ancora una volta strategicamente, ai suoi modelli della serie DXP. Per il target di riferimento del DH4300 Plus, questa limitazione è probabilmente un compromesso accettabile, ma è un fattore da considerare attentamente se si prevede un utilizzo multi-utente intensivo.
Sicurezza e Accesso Remoto: Proteggere il Proprio Cloud Personale
La creazione di un cloud personale porta con sé la responsabilità di proteggerlo. UGOS Pro offre un set di strumenti di sicurezza che, sebbene non ancora al livello delle suite enterprise dei concorrenti più blasonati, copre tutte le basi necessarie per un utilizzo domestico e SOHO sicuro. Il primo livello di difesa è il Security Manager, un’applicazione integrata che permette di eseguire scansioni antivirus programmate o su richiesta per rilevare eventuali malware presenti sui file archiviati. Il sistema include anche un firewall configurabile per controllare il traffico di rete in entrata e in uscita, e una funzione di blocco automatico degli IP che tentano accessi falliti ripetutamente, una misura efficace contro gli attacchi di tipo brute-force. La gestione degli utenti e dei gruppi è granulare, permettendo di definire permessi di lettura/scrittura specifici per ogni cartella condivisa, garantendo che ogni utente abbia accesso solo ai dati di sua competenza. Un elemento fondamentale per la sicurezza moderna è l’autenticazione a due fattori (2FA), e sono felice di confermare che UGOS Pro la supporta, aggiungendo un livello di protezione cruciale per l’account amministratore. Per l’accesso dall’esterno della rete locale, UGREEN offre il servizio UGREENlink. Si tratta di una soluzione di tipo relay che permette di connettersi al proprio NAS da qualsiasi parte del mondo tramite l’app mobile o un portale web, senza la necessità di aprire porte sul router o configurare un DNS dinamico. È un sistema semplice e sicuro, ideale per gli utenti meno esperti, che crea un tunnel crittografato tra il dispositivo client e il NAS. Per gli utenti più avanzati, rimangono ovviamente disponibili le opzioni tradizionali come la configurazione di una VPN. Nel complesso, la dotazione di sicurezza è adeguata e dimostra che UGREEN ha preso sul serio l’aspetto della protezione dei dati.
Funzionalità
Al di là delle prestazioni hardware, il valore di un NAS risiede nelle funzionalità software che offre. UGOS Pro, pur essendo un sistema operativo giovane, mette a disposizione un solido nucleo di strumenti che coprono le esigenze della maggior parte degli utenti domestici e dei piccoli uffici.
Il cuore del sistema è ovviamente la gestione dei file. Il DH4300 Plus supporta tutti i principali protocolli di rete — SMB per Windows, AFP per macOS e NFS per Linux — garantendo una compatibilità universale e permettendo di mappare le cartelle condivise come unità di rete native su qualsiasi computer. L’applicazione File Manager, accessibile via web, offre un’interfaccia simile a quella di un comune sistema operativo, con funzioni di copia, spostamento, cancellazione e gestione dei file.
Un’altra area fondamentale è quella del backup e della sincronizzazione. UGOS Pro include un’applicazione dedicata, “Sync & Backup”, che permette di configurare routine di backup complete. È possibile eseguire il backup dei dati dai propri PC al NAS, ma anche il contrario: fare il backup dei dati importanti del NAS verso un disco USB esterno, un altro server remoto (tramite Rsync) o un servizio di cloud storage come Google Drive o Dropbox. Questa flessibilità permette di implementare facilmente la regola del backup 3-2-1.
Sul fronte della protezione dei dati, il supporto al file system Btrfs è una caratteristica chiave. Questo permette di creare snapshot (istantanee) delle cartelle condivise a intervalli regolari. Le snapshot sono immutabili e occupano pochissimo spazio, ma consentono di ripristinare versioni precedenti dei file o intere cartelle in caso di cancellazione accidentale o, peggio, di un attacco ransomware. È una rete di sicurezza potentissima. Infine, come già accennato, l’ecosistema di applicazioni può essere espanso a piacimento tramite Docker, che trasforma il DH4300 Plus da un semplice storage di rete a una versatile piattaforma per l’hosting di servizi di ogni tipo.
Pregi e difetti
Dopo un’analisi approfondita, è possibile distillare l’essenza del UGREEN NASync DH4300 Plus in una serie di punti chiave che ne definiscono il carattere e il posizionamento sul mercato.
Pregi:
- Rapporto prezzo/hardware eccezionale: Il SoC Rockchip RK3588 a 8 core, gli 8 GB di RAM e la porta 2.5GbE offrono un livello di prestazioni hardware che surclassa la concorrenza diretta nella stessa fascia di prezzo.
- Intelligenza Artificiale locale per le foto: La gestione delle foto basata su AI, eseguita interamente sul dispositivo, è una killer feature per chi cerca una vera alternativa privata ai servizi cloud.
- Bassi consumi e silenziosità: L’architettura ARM garantisce un’efficienza energetica notevole, rendendolo ideale per un funzionamento 24/7 in ambiente domestico.
- Connettività versatile: La presenza di un’uscita HDMI 4K e di porte USB ad alta velocità (fino a 10 Gbps) aggiunge un grado di flessibilità non comune in questa categoria.
Difetti:
- Sistema operativo (UGOS Pro) ancora immaturo: Sebbene funzionale e in rapida evoluzione, l’ecosistema software non ha ancora la profondità e la ricchezza di applicazioni native di piattaforme consolidate come DSM o QTS.
- Nessuna possibilità di espansione hardware: La memoria RAM è saldata e mancano slot M.2 per la cache SSD. Si tratta di un dispositivo “così com’è”, senza margini di upgrade futuri.
- Singola porta LAN: L’assenza di una seconda porta di rete impedisce l’uso di link aggregation per aumentare la banda totale o di failover per la ridondanza.
- Supporto alla transcodifica hardware su Plex limitato: A causa dell’architettura ARM, le prestazioni con Plex in scenari di transcodifica sono deludenti. Gli utenti di Jellyfin, invece, avranno un’esperienza decisamente migliore.
Prezzo e conclusioni
Il posizionamento di prezzo del UGREEN NASync DH4300 Plus è l’elemento chiave della sua strategia di mercato, infatti, lo si può trovare su Amazon a 429€. Questo lo pone in diretta concorrenza con modelli come il Synology DiskStation DS423 o il DS423+.
Il confronto sul valore percepito è illuminante. A un prezzo simile o spesso inferiore, UGREEN offre un processore octa-core contro i quad-core della concorrenza, 8 GB di RAM contro i 2 GB di base di Synology, e una porta di rete a 2.5GbE contro le porte a 1GbE che ancora si trovano su molti modelli rivali. Dal punto di vista puramente hardware, il valore offerto da UGREEN è semplicemente imbattibile.
Al termine di questa lunga prova, il mio verdetto sul UGREEN NASync DH4300 Plus è decisamente positivo, ma con delle precise raccomandazioni. Questo non è un NAS per tutti, ma per il suo utente ideale, è un prodotto quasi perfetto. Lo consiglio senza riserve all’appassionato di tecnologia, al prosumer e all’utente domestico avanzato che cerca il massimo delle prestazioni hardware per il proprio denaro. È la macchina ideale per chi vuole costruire un potente cloud personale, dare priorità alla privacy con la gestione locale delle foto tramite AI, e non si spaventa all’idea di usare Docker per espandere le funzionalità del sistema. In particolare, se siete utenti Jellyfin, questo NAS, grazie all’ottimo supporto alla transcodifica hardware del suo SoC, è una scelta quasi obbligata in questa fascia di prezzo.
Chi dovrebbe guardare altrove? Le aziende che necessitano di funzionalità enterprise come il failover di rete, un supporto iSCSI robusto o una suite di sorveglianza matura troveranno soluzioni più adatte altrove. Lo sconsiglierei anche al neofita assoluto che cerca l’esperienza più semplice e guidata possibile, per il quale l’ecosistema Synology rimane probabilmente la scelta più sicura. Infine, gli utenti Plex che fanno un uso intensivo della transcodifica 4K dovrebbero essere consapevoli dei limiti attuali dell’architettura ARM e potrebbero preferire un modello basato su Intel. Il DH4300 Plus è la materializzazione di una scommessa: quella che un hardware potente e un prezzo aggressivo possano convincere gli utenti a dare fiducia a un ecosistema software in crescita. Per me, la scommessa è vinta.




























