Nel panorama della robotica contemporanea, un progetto europeo sta attirando l’attenzione. A guidare tale visione è la startup polacca Clone Robotics, fondata nel 2021, che ha scelto di puntare sin dall’inizio su androidi a grandezza naturale capaci di operare in contesti quotidiani. La sfida centrale risiede nella muscolatura artificiale. Il team guidato dal CEO Dhanush Radhakrishnan ha sviluppato un sistema ispirato ai cosiddetti muscoli McKibben, conosciuti anche come “muscoli fluidici”. Tubi in gomma avvolti in una guaina tessile, riempiti d’acqua, si contraggono imitando da vicino il comportamento dei muscoli naturali. Tale approccio abbandona i motori rigidi dei robot tradizionali e introduce movimenti più morbidi e realistici. Al centro del funzionamento c’è un elemento definito “cuore idraulico”, una piccola pompa che mantiene il fluido in circolo e rende possibile persino un rifornimento esterno.
Nuovo robot umanoide: ecco le sue caratteristiche
Il percorso intrapreso dalla startup è iniziato con una scelta precisa: lavorare sulla mano. Ovvero la parte del corpo umano che presenta il maggior numero di gradi di libertà. In appena un anno e mezzo, Clone Robotics è riuscita a realizzare un braccio completo con tendini sintetici e legamenti artificiali. Tale successo ha permesso di passare rapidamente alla costruzione di un prototipo umanoide completo.
Il risultato tangibile di tale ricerca è arrivato nel febbraio 2025 con Protoclone V1. Un robot dotato di oltre 200 gradi di libertà, più di 1.000 fibre muscolari artificiali e 500 sensori. L’anatomia, modellata in modo accurato, consente movimenti complessi e delicati. A tal proposito, è stato poi mostrato Clone Alpha, il primo androide a grandezza naturale, mentre è già in lavorazione il successore, Neoclone.
Gli androidi utilizzano chip NVIDIA Jetson come “cervello”. Un sitema in grado di pianificare i movimenti e gestire la muscolatura idraulica. I sensori integrati forniscono informazioni su posizione, forza e lunghezza dei muscoli. L’obiettivo futuro è integrare anche una pelle artificiale sensibile al tatto. La prospettiva che emerge va oltre la semplice robotica. Il lavoro di Clone Robotics rappresenta un tassello importante di un’evoluzione tecnologica che potrebbe ridefinire il rapporto tra esseri umani e i nuovi robot.