Il servizio di scansione del volto a Milano Linate, noto come Faceboarding, è stato sospeso dopo l’intervento del Garante per la Protezione dei dati personali. La decisione ha colpito una tecnologia già operativa dal 2019 con Ita Airways e Scandinavian Airlines su rotte nazionali e su Copenhagen. Era nato come un progetto pionieristico, in grado di sostituire i documenti cartacei con un semplice riconoscimento facciale, rinnovabile ogni anno. L’ordine è provvisorio, in attesa che l’istruttoria chiarisca la piena compatibilità con le norme europee. Quale futuro attende ora un servizio descritto come sicuro e rapido? I passeggeri che lo avevano scelto volontariamente devono attendere una risposta che tarda ad arrivare. La scansione dei volti è davvero “pericolosa”?
Dubbi sulla privacy
Già sul finire del 2024 il Garante aveva sollevato perplessità sul rispetto delle regole stabilite a livello europeo. Aeroporti di Roma, che aveva avviato un servizio analogo chiamato You Board a Fiumicino, aveva subito sospeso in modo volontario l’iniziativa. SEA, invece, convinta di agire nel rispetto della legge, aveva proseguito con decisione. La società precisa di aver presentato il progetto già nel 2019 e di aver mantenuto un dialogo continuo con l’autorità. È sufficiente questo percorso a dissipare i dubbi? Restano aperte le domande sul trattamento dei dati biometrici, sulla loro conservazione e sulla reale tutela degli utenti una volta avvenuta la scansione. I minori sono già esclusi dal servizio, ma la delicatezza delle informazioni raccolte non passa inosservata.
Vantaggi e incognite della scansione dei volti
SEA ribadisce la piena collaborazione con le istituzioni, sottolineando i vantaggi della scansione in termini di comodità, sicurezza e rapidità. La scansione del volto riduce infatti i tempi di imbarco e limita i controlli fisici, aprendo la strada a viaggi più veloci. Eppure, ogni innovazione porta con sé un prezzo. I dati biometrici non sono come gli altri, non possono essere cambiati come una password dimenticata ed è forse questo ciò che spinge il Garante a muoversi con cautela. Finché non arriverà una decisione definitiva, i passeggeri dovranno continuare a esibire carte d’imbarco e documenti tradizionali.
