Google ha deciso di spingere Flow, il suo strumento AI di generazione video, verso nuove frontiere creative. Per farlo, l’azienda si è affidata all’esperienza del regista belga Henry Daubrez. In meno di tre mesi dal suo lancio, Flow ha già dimostrato un potenziale sorprendente, permettendo agli abbonati Gemini di trasformare semplici descrizioni testuali in video. Ciò è possibile grazie ai modelli AI proprietari di Google, Veo e Imagen. L’obiettivo è trasformare la piattaforma in uno strumento capace di supportare i professionisti del cinema e della produzione audiovisiva.
Nuovi aggiornamenti in arrivo per Flow?
Al centro di questa iniziativa c’è “Flow Sessions”, un programma pilota pensato per un gruppo selezionato di filmmaker. I partecipanti avranno accesso illimitato alla piattaforma e potranno beneficiare di formazione avanzata sull’intelligenza artificiale, oltre alla guida diretta di Daubrez e degli ingegneri di Google Labs. L’idea è creare una vera e propria comunità di artisti in grado di esplorare tutte le potenzialità dello strumento, sviluppando progetti originali che combinino visione artistica e tecnologia.
La scelta di Daubrez non è casuale. Con una carriera ventennale alle spalle, fatta di collaborazioni con colossi come Microsoft, Marvel e Adobe, il regista porta una prospettiva artistica unica. Capace di guidare lo sviluppo di Flow in direzione più creativa e concreta. Daubrez era già stato coinvolto nelle fasi iniziali dello strumento, partecipando anche alla realizzazione del cortometraggio AI “Electric Pink”. La collaborazione non prevede un’assunzione diretta: il regista lavorerà a stretto contatto con il team di Google Labs, fungendo da mentore ed anche da supervisore creativo.
Con tale collaborazione, Flow non appare più come un semplice esperimento tecnologico. La piattaforma si sta trasformando in un laboratorio di innovazione creativa. Il quale potrebbe essere pronto a mostrare come intelligenza artificiale e talento umano possano convergere. Il tutto per ridefinire il modo in cui nascono i video del futuro.
