Il mondo del web, come potete immaginare è caratterizzato dalla competizione portata avanti dai vari browser disponibili, un recente report sottolineato per come questa competizione della un unico grande dominatore, stiamo parlando ovviamente di Google Chrome che da solo rivendica il 70,25% del mercato, un valore davvero impressionante che viene tranquillamente avvicinato anche dal settore mobile, sui dispositivi in movimento infatti il browser web totalizza il 69, 15%
Google Chrome dunque continua a dominare imperterrito tutte le classifiche, nonostante però ora le attenzioni della competizione si stiamo spostando altrove nello specifico stiamo parlando dell’intelligenza artificiale e soprattutto nel tentativo delle aziende concorrenti e fidelizzare gli utenti sfruttando per l’appunto questo ramo del mercato non ancora completamente dominato da Google.
Più fronti
Questa competizione dunque vede coinvolti più fronti, da un lato abbiamo Microsoft che sta cercando di integrare in modo sempre più profondo copilot all’interno del suo browser web in modo da offrire un’esperienza quanto più automatizzata e fluida possibile, dall’altro abbiamo Google che ovviamente sta portando avanti il suo progetto Gemini con l’obiettivo di renderlo sempre più integrato e presente ad ogni livello all’interno di Google Chrome in modo da potenziare ogni piccola funzionalità con l’intelligenza artificiale, perfino Mozilla Firefox che dà sempre non è stata molto concorde con questo velato abuso dell’intelligenza artificiale ha dovuto cedere il passo in favore di qualche funzionalità per mantenersi competitiva in un mercato che non lascia spazio ai ritardatari.
In tutto questo c’è però una realtà che va completamente controtendenza, stiamo parlando di Vivaldi, un browser web basato su Chromium e portato avanti da alcuni ex ingegneri che lavoravano ad Opera, quest’ultimo garantisce un’esperienza d’uso totalmente priva di intelligenza artificiale dal momento che sostiene che quest’ultima ha eliminato completamente il piacere della scoperta all’interno del web, facendo diventare gli utenti degli spettatori non paganti all’interno di un contesto nel quale non contribuiscono nemmeno con il loro spirito di iniziative e curiosità.