Dal 29 agosto 2025, gli utenti britannici che utilizzano Steam si sono trovati davanti a una novità importante. In linea con l’Online Safety Act, Valve ha deciso di imporre la verifica obbligatoria dell’età tramite carta di credito per accedere ai giochi e alle pagine classificate come “mature content”. Tale misura riguarda anche gli hub della community e limita l’accesso a chi non possiede una carta valida associata al proprio account.
Steam, privacy e critiche: il dibattito sulla verifica dell’età
Valve ha spiegato che la scelta risponde a due esigenze principali. Quali garantire maggiore privacy rispetto ad alternative più invasive, come la scansione facciale, e al tempo stesso scoraggiare la condivisione degli account tra minori e adulti. Poiché nel Regno Unito le carte di credito possono essere emesse solo a partire dai 18 anni, la responsabilità del controllo anagrafico viene di fatto trasferita agli istituti bancari. Una decisione che elimina oneri diretti per Steam ma crea esclusioni per chi non ha accesso al credito.
La scelta di Valve non è passata inosservata. Altre piattaforme hanno adottato strategie diverse per adeguarsi all’Online Safety Act. Reddit, Bluesky e Discord hanno optato per il riconoscimento tramite selfie, metodo che però si è dimostrato facilmente aggirabile con l’uso delle VPN. PornHub, invece, ha scelto una strada simile a Steam, chiedendo il caricamento di documenti o l’associazione di una carta di credito.
Microsoft ha annunciato che su Xbox il controllo dell’età diventerà obbligatorio solo dal 2026, lasciando per ora una verifica opzionale. Steam, al contrario, ha deciso di applicare da subito un sistema più rigido, eliminando margini di flessibilità. Tale approccio punta a garantire la piena conformità con la legge, ma rischia di tagliare fuori una parte di utenti. Chi non possiede una carta di credito, ad esempio i giovani maggiorenni che utilizzano solo carte di debito, non potrà accedere a contenuti per adulti. Il dibattito resta acceso. Per alcuni si tratta di un passo necessario per proteggere i minori da esperienze inappropriate, per altri un intervento sproporzionato che limita la libertà di accesso ai servizi digitali. Resta da capire se il modello scelto da Steam diventerà un riferimento per altre piattaforme o se sarà considerato eccessivo.
