Se ci pensi, la scena è quasi da film di fantascienza: in un’aula della Korea University of Technology, non è un professore a prendersi tutta l’attenzione, ma un robot. Non uno qualunque, ma ALLEX, il primo umanoide presentato da WIRobotics. Il nome è già un programma, nato dalla fusione di “ALL” e “EXperience”: un modo elegante per dire che questo automa non vuole solo eseguire comandi, ma imparare, muoversi e reagire con una naturalezza che si avvicina a quella degli esseri umani. E la cosa sorprendente è che, a differenza di molti robot visti finora, qui non si parla soltanto di fabbriche o catene di montaggio: l’idea è che un giorno ALLEX possa stare al nostro fianco, nella vita quotidiana o persino nell’assistenza.
ALLEX, l’umanoide di WIRobotics tra agilità e intelligenza artificiale
La prima impressione che lascia è quasi straniante: le sue mani leggere, appena 700 grammi ciascuna, eppure con una sola riesce a sollevare più di 3 chili senza sforzo. Non solo forza, ma anche precisione: percepisce variazioni di appena 100 grammi di pressione, senza nemmeno avere sensori tattili dedicati. In pratica, può afferrare un oggetto fragile senza romperlo, ma anche reggere carichi con una presa sicura. Questo equilibrio tra agilità e potenza lo rende diverso da altri modelli più noti come Figure 02 o Digit, più massicci e pensati per scenari industriali pesanti. ALLEX, invece, punta tutto su leggerezza, fluidità e, soprattutto, sicurezza.
Il segreto sta in un sistema innovativo che riduce drasticamente l’attrito nelle articolazioni e in un meccanismo di compensazione della gravità che gli permette di muoversi con naturalezza, quasi come se i suoi arti non conoscessero la fatica. Guardandolo in azione, l’impressione è quella di un prototipo che non si limita a copiare i movimenti umani, ma che si prepara davvero a convivere con noi.
E il bello è che questo è solo l’inizio. WIRobotics ha stretto collaborazioni con istituti del calibro del MIT, dell’Università dell’Illinois e del KIST in Corea: realtà che stanno lavorando per affinare le capacità di intelligenza artificiale del robot. L’obiettivo dichiarato? Arrivare entro il 2030 a una piattaforma umanoide accessibile a tutti, capace di entrare nelle nostre case, negli ospedali, nei centri di ricerca, senza sembrare un corpo estraneo.
È un’idea che fa riflettere: fino a pochi anni fa la parola “robot” evocava macchine fredde e distanti, oggi invece cominciamo a parlare di compagni tecnologici che potrebbero darci una mano concreta. ALLEX non è ancora pronto a fare il caffè o portare a spasso il cane, ma la direzione è chiara: un futuro in cui la tecnologia non resta chiusa nei laboratori, ma diventa parte viva delle nostre giornate.
