Nel settore tecnologico, ogni decisione acquista una determinata rilevanza. A tal proposito, è emblematico quanto accaduto nel 2018, quando Jensen Huang, fondatore e CEO di NVIDIA, si presentò ai vertici di Samsung. La proposta che aveva presentato avrebbe potuto trasformare il futuro di entrambe le aziende. L’idea era unire le forze per sviluppare le memorie HBM (High Bandwidth Memory). Oltre che ottimizzare i processi produttivi legati ai chip e integrare a fondo l’ecosistema CUDA, elemento chiave per le prestazioni delle GPU NVIDIA. Ma l’iniziativa non andò a buon fine. Samsung, infatti, rifiutò con decisione, giudicando la proposta poco interessante. Una scelta che oggi, con il senno di poi, appare decisamente miope.
Samsung si è pentita di aver rifiutato la proposta di NVIDIA?
Diversa invece è stata la situazione con SK Hynix. La società strinse un accordo con NVIDIA che si è rivelato decisivo. Hynix è oggi il principale fornitore di HBM3 e HBM3E. Ed ora si prepara a produrre la futura HBM4. Diventando così un attore fondamentale nel settore delle memorie per intelligenza artificiale. Tale scenario ha portato ad entrate record e una posizione dominante nel mercato AI. Un settore che continua a crescere in modo vertiginoso.
Considerando come sono andate le cose, è evidente come la decisione di Samsung può essere considerata un errore di valutazione. Quanto accaduto non riguarda solo l’azienda sudcoreana. Quanto accaduto a Samsung, infatti, si aggiunge ad altri episodi simili nel mondo tech. Ad esempio, anche Masayoshi Son, CEO di SoftBank, decise a suo tempo di vendere parte della partecipazione in NVIDIA. Rinunciando, in tal modo, a potenziali guadagni colossali in borsa.
Nello scenario attuale è evidente come l’accordo SK Hynix-NVIDIA domina il mercato delle memorie ad alta velocità. Un vantaggio importante considerando l’evoluzione dell’AI. Con il senno di poi, la decisione di Samsung sembra davvero un passo falso.
