Lo scorso lunedì la commissione europea ha annunciato l’inizio di un programma pilota per lo sviluppo di un’applicazione di verifica dell’età, si tratta di uno degli stampi intermedi in preparazione all’arrivo del wallet digitale europeo, il cui debutto è previsto per il prossimo anno, il programma pilota in questione sarà attivato in alcuni paesi membri inclusa l’Italia, gli altri sono: Spagna, Danimarca, Grecia e Francia, ciò permetterà alle piattaforme online obbligate ai sensi del Digital services Act a verificare l’età di un utente con una facilità maggiore e tramite un sistema unificato per tutti invece di costringere ogni piattaforma a sviluppare il proprio.
La dichiarazione
A parlare di tutto ciò ci ha pensato Henna Virkkunen, Vicepresidente esecutiva della Commissione europea e Commissaria europea per le tecnologie digitali e di frontiera la quale ha spiegato che: “Garantire la sicurezza dei nostri bambini e ragazzi online è di fondamentale importanza per questa Commissione. Le linee guida sulla protezione dei minori per le piattaforme online, insieme al nuovo modello di verifica dell’età, rappresentano un enorme passo avanti in tal senso. Le piattaforme non hanno più scuse per continuare ad adottare pratiche che mettono a rischio i bambini.”.
Nello specifico, l’Unione Europea non ha presentato un’applicazione completa, ma le linee guida e i progetti per realizzarla, o ognuno dei paesi presenti nell’elenco sopra si occuperà di sviluppare la propria versione tra le quali poi ne verrà scelta una definitiva, la commissione promette che gli utenti avranno il completo controllo sui propri dati personali ed compresa, il tutto garantendo il massimo della privacy sui contenuti ristretti visualizzati online.
L’Unione Europea spera che il programma pilota consentirà di rifinire e migliorare ulteriormente il progetto grazie proprio al contributo degli Stati che partecipano, le motivazioni dietro questa misura ovviamente sono legate alla tutela dei minori durante la loro esperienza di navigazione su Internet in modo da poter ridurre il più possibile la loro esposizione a contenuti protetti o sensibili o più in generale dedicati agli adulti, ma anche per proteggerli da fenomeni di cyberbullismo o contatti inappropriati con sconosciuti.
