Elon Musk è sempre al centro dell’attenzione, e questa volta non per una delle sue uscite sui social o per un nuovo razzo di SpaceX. Stavolta il tema sono i soldi, tanti soldi, che le sue aziende avrebbero ricevuto dal governo americano. Il Washington Post ha pubblicato un’inchiesta che parla di almeno 38 miliardi di dollari tra prestiti, sussidi, contratti e incentivi fiscali. E c’è da scommettere che la cifra reale sia ben più alta.
Tesla, SpaceX e i soldi dello Stato
Tutto sarebbe iniziato circa vent’anni fa, quando Tesla navigava in cattive acque e riuscì a ottenere un prestito a tasso agevolato dal Dipartimento dell’Energia. Ironia della sorte, proprio quel dipartimento è stato uno dei primi a subire tagli con il famoso DOGE, la politica di riduzione delle spese governative sostenuta dallo stesso Musk. Ma il grosso dei finanziamenti sarebbe arrivato solo negli ultimi cinque anni, con circa due terzi del totale distribuito in questo periodo. Nel 2024, per esempio, le aziende di Musk hanno ricevuto almeno 6,3 miliardi di dollari, tra finanziamenti per nuove fabbriche Tesla e contratti spaziali con la NASA per il ritorno sulla Luna.
Queste sono solo le cifre di cui si ha certezza, perché molti contratti governativi non sono pubblici. L’inchiesta del Washington Post parla di numerosi documenti che indicano l’esistenza di finanziamenti di cui non si conosce l’entità esatta. E la cosa più interessante è che il flusso di denaro sembra destinato ad aumentare. Il quotidiano ha individuato ben 52 nuovi contratti con sette diverse agenzie governative, che potrebbero portare a Musk e alle sue aziende quasi 112 miliardi di dollari nei prossimi anni.
Tutto questo solleva inevitabilmente qualche domanda, soprattutto considerando i legami tra Musk e l’amministrazione di Donald Trump, a cui ha contribuito finanziariamente in maniera significativa. Il rischio di un conflitto di interessi è più che concreto. Da un lato, Musk si presenta come il grande innovatore che vuole ridurre gli sprechi pubblici; dall’altro, le sue aziende sembrano essere tra le principali beneficiarie dei fondi governativi. È una contraddizione che, senza dubbio, farà ancora discutere.
