Il prestigioso torneo di Wimbledon si ritrova al centro di un acceso dibattito. Ciò dopo un controverso episodio avvenuto durante l’incontro degli ottavi di finale. Tra Sonay Kartal e Anastasia Pavlyuchenkova. Protagonista in negativo è stato il sistema “occhio di falco“, da anni considerato un punto di riferimento per l’accuratezza delle chiamate sulle linee. Durante il primo set, il sistema ha giudicato regolare un colpo di Kartal che era in realtà nettamente fuori. Suscitando così l’immediata protesta della sua avversaria.
Wimbledon: problemi con il sistema occhio di falco
La Pavlyuchenkova, visibilmente contrariata, si è rivolta al giudice di sedia. Quest’ultimo si è trovato nella difficile posizione di dover correggere un errore della tecnologia che dovrebbe garantire precisione assoluta. Alla fine, il punto è stato rigiocato. Ma il danno in termini di credibilità era ormai fatto. L’incontro è stato comunque vinto dalla tennista russa, che si è guadagnata due set (7-6, 6-4). Ma l’episodio ha lasciato un’ombra su una competizione famosa per la sua impeccabilità.
Non è stato un caso isolato. Nel corso dello stesso match, il sistema ha mancato altre due chiamate. Le quali sono state poi corrette dall’intervento umano. Ma anche altri atleti, tra cui Emma Raducanu e Jack Draper, hanno espresso dubbi sulla reale affidabilità del sistema. Alimentando una discussione che ha superato i confini del singolo episodio. Wimbledon, infatti, è uno dei tornei che si è affidato completamente all’elettronica per le chiamate, eliminando la figura del giudice di linea.
L’organizzazione del torneo ha spiegato che l’errore è stato provocato da un problema umano. L’occhio di falco, per un disguido tecnico, era stato disattivato e nessuno aveva avvertito l’arbitro della situazione. Di conseguenza, le decisioni prese in quei momenti non erano supportate dal sistema. Dopo aver presentato le proprie scuse, gli organizzatori hanno assicurato che le procedure verranno riviste per evitare il ripetersi di simili disguidi.
