In un panorama in continua evoluzione come quello della robotica, le sorprese non finiscono mai. Questa volta è il turno della startup cinese Shenzhen Dobot che ha mostrato al pubblico un caso d’uso molto concreto e anche scenografico con l’aiuto dei visori VR. Il protagonista è Atom, un robot umanoide in grado di replicare con precisione i movimenti di una persona reale che si trova fino a 1.800 chilometri di distanza.
Il robot è stato visto mentre cucinava una bistecca, eseguendo una sequenza sorprendentemente naturale: tamponare la carne, versare l’olio, girare la bistecca e perfino spargere il sale in modo realistico. Tutto questo guidato da un operatore umano, che indossava un visore per la realtà virtuale e guanti con sensori di movimento. Secondo Dobot, Atom è dotato di 28 gradi di libertà delle articolazioni, mani con cinque dita e una precisione operativa di 0,05 mm.
Una dimostrazione ma anche un modello di lavoro per il futuro: Atom, il robot cinese che riesce persino a cucinare come noi
Quello che potrebbe sembrare un semplice show tecnologico racchiude risultati molto importanti. La possibilità di comandare robot umanoidi a distanza, con movimenti precisi e intuitivi, apre scenari nuovi per la medicina, l’industria, il settore alimentare e anche l’esplorazione spaziale. In situazioni dove la presenza fisica è pericolosa, come nelle centrali nucleari o nelle zone contaminate, un robot come Atom potrebbe eseguire operazioni delicate in sicurezza.
Attualmente il sistema consente di controllare solo la parte superiore del corpo, ma gli sviluppatori stanno lavorando per estendere il tutto all’intero corpo robotico. Il primo mercato estero a riceverlo sarà il Giappone, mentre il prezzo di lancio si aggira intorno ai 199.000 yuan, pari a circa 25.000 euro. Il progetto dimostra come l’unione tra robotica avanzata e interfacce immersive possa ridurre i limiti fisici tra l’essere umano e la macchina. Atom non agisce in modo autonomo, ma come estensione fisica del corpo umano, con una latenza ridotta e una fedeltà nei movimenti impressionante. Non siamo ancora nel pieno dell’automazione domestica, ma questi esperimenti tracciano una direzione chiara nella collaborazione uomo-macchina che si sta facendo sempre più tangibile e realistica.

