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Negli ultimi anni, l’azienda di Mountain View ha consolidato la propria posizione nel campo dell’intelligenza artificiale. Ciò non solo sul versante software, ma anche con importanti investimenti nell’hardware. È in tale contesto che ha sviluppato i chip Tensor, inizialmente destinati ai dispositivi mobili e pensati per migliorare le prestazioni nelle attività legate all’AI. Più rilevanti per OpenAI, però, sono le TPU utilizzate nei data center di Google. Le quali sono state, fino a poco tempo fa, un’esclusiva interna. Oggi, invece, Google ha aperto all’esterno, fornendo i suoi chip anche ad altri soggetti selezionati.
Apple e Anthropic sono due esempi di aziende che già utilizzano le TPU di Google. A tal proposito, è importante sottolineare che non tutte le TPU sono disponibili per i partner. Le versioni più avanzate restano riservate all’uso interno. Mentre le aziende terze accedono a versioni precedenti. Tale compromesso non sembra però scoraggiare OpenAI, che sarebbe attratta dalla maggiore efficienza delle TPU per compiti specifici legati all’AI. A differenza delle GPU di NVIDIA, che si distinguono per la loro flessibilità e adattabilità, le TPU sono progettate con un focus mirato sulle operazioni di machine learning. Elemento che le rende potenzialmente più performanti ed economiche in certi contesti. Qualora la collaborazione tra OpenAI e Google si concretizzasse, potrebbe segnare l’inizio di un nuovo approccio strategico nel settore dell’AI.






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