C’è qualcosa di affascinante nell’idea che, un giorno, basterà la luce di una lampada per alimentare i nostri dispositivi. Niente più corse per trovare una presa, niente batterie scariche nel bel mezzo di una riunione: solo la luce, anche quella fioca di un ufficio o di una cucina, che lavora silenziosamente per noi. Non è fantascienza. O almeno, non più.
Energia solare al chiuso con celle flessibili e resistenti
Un gruppo di ricercatori della National Yang Ming Chiao Tung University di Taiwan sta lavorando proprio su questo: celle solari in perovskite, una tecnologia che non solo promette di essere più economica e flessibile rispetto ai tradizionali pannelli in silicio, ma che sta dando prova di saper fare qualcosa in più. Qualcosa che il silicio, per quanto affidabile, non è mai riuscito a fare bene: funzionare al chiuso.
La svolta arriva da una proprietà tutta particolare delle PeSC: la possibilità di regolare il loro “bandgap”, cioè il livello di energia che serve agli elettroni per mettersi in moto e generare corrente. In parole povere, le perovskiti possono essere ottimizzate per assorbire anche la luce tenue delle lampade da scrivania o delle luci LED. E i numeri parlano chiaro: se all’esterno queste celle raggiungono una PCE (efficienza di conversione della potenza) del 12,7%, in ambienti interni possono arrivare fino al 38,7%. Una cifra impressionante.
Ma non finisce qui. Anche la resistenza è stata potenziata. Grazie a un rivestimento termoresistente sviluppato in collaborazione con la UNIST Graduate School of Carbon Neutrality, queste celle riescono a funzionare per oltre mille ore a temperature e umidità elevate — condizioni estreme che normalmente manderebbero in tilt qualsiasi dispositivo elettronico.
Tutto questo rende le PeSC incredibilmente versatili: sono leggere, flessibili, persino semitrasparenti. Si possono integrare in oggetti quotidiani come orologi, telecomandi, sensori, o dispositivi indossabili. La loro presenza potrebbe passare quasi inosservata, mentre continueranno silenziosamente a raccogliere energia.
Insomma, non siamo più semplicemente nel campo delle promesse: siamo all’inizio di una nuova generazione di fotovoltaico. Un’energia solare che non ha più bisogno del sole per funzionare.