Una strategia aggressiva sta prendendo forma nei piani di Apple per il 2026. L’obiettivo è chiaro. Rilanciare le vendite dei MacBook dato che dopo il boom pandemico hanno iniziato a rallentare. Secondo le anticipazioni dell’analista Ming-Chi Kuo, la risposta di Cupertino sarà un nuovo MacBook economico. Sarà equipaggiato con il chip A18 Pro, già visto su iPhone 16 Pro e 16 Pro Max. Una scelta inedita, che segnerebbe il ritorno di un SoC per smartphone nei portatili Apple, rompendo la continuità con la linea M di Apple Silicon.
Il compromesso tra accessibilità e prestazioni di Apple
La produzione, secondo le fonti, dovrebbe iniziare entro la fine del 2025. Oppure nei primi mesi del 2026. Il dispositivo dovrebbe presentarsi con un display da circa 13 pollici. E dovrebbe essere disponibile in più colorazioni, tra cui argento, blu, rosa e giallo. Apple punta a vendere tra i 5 e i 7 milioni di unità nel primo anno. Contribuendo a un obiettivo ambizioso di 25 milioni di MacBook distribuiti entro fine 2026. L’idea è quella di intercettare una nuova fascia di utenti, specie nel mondo dell’istruzione, dove il prezzo rappresenta spesso il primo fattore di scelta.
Oggi, il MacBook Air M4 rappresenta l’offerta base della gamma Apple, ma i suoi prezzi restano sopra la soglia psicologica dei 1.000 euro. Un modello basato su A18 Pro, invece, potrebbe collocarsi tra i 499 e i 799 dollari, aggredendo il mercato dei Chromebook e dei laptop Windows economici. Tuttavia, questa accessibilità potrebbe avere un costo in termini di prestazioni e funzionalità. Il chip A18 Pro, pur essendo potente, non supporta attualmente configurazioni con più di 8 GB di memoria unificata.
Questo limite potrebbe rappresentare un ostacolo per chi cerca un MacBook per usi più intensivi. Il nuovo dispositivo si rivolgerà probabilmente a un pubblico che vuole entrare nell’ecosistema Apple con il minimo investimento, accettando però compromessi su multitasking, prestazioni grafiche e durata futura. Un prodotto pensato per chi desidera macOS, ma non pretende di usarlo per editing video o software pesanti.
