Un rapporto nato nel 2021 e logorato nel tempo si è definitivamente spezzato. Google ha deciso di affidare a TSMC la produzione dei chip Tensor, interrompendo la collaborazione con Samsung a partire dalla prossima serie di smartphone Pixel. Una scelta che non ha lasciato indifferente il settore. Secondo alcune fonti infatti, l’annuncio avrebbe provocato uno shock nei vertici di Samsung, che non si aspettavano un abbandono così deciso. Eppure, la decisione di Google non è altro che la normale conseguenza di una lunga serie di problemi tecnici e strategici riscontrati nel tempo.
Google e Samsung: dietro la rottura, anche rivalità in aumento e strategie differenti
I chip Tensor, realizzati finora da Samsung, sono stati spesso criticati per i problemi di surriscaldamento e per la scarsa autonomia dei dispositivi. Una reputazione niente affatto positiva che ha penalizzato le vendite della linea Pixel. Al contrario, TSMC vanta una produzione più avanzata, utilizzata già da Apple, che garantisce migliori prestazioni termiche ed efficienza energetica. Il passaggio al nodo produttivo a 3nm per il futuro TensorG5 dunque, rappresenta per Google l’occasione di rilanciare la propria serie di smartphone. Il suo scopo è quello di mantenere la stessa architettura ma con risultati decisamente superiori.
Le cause della separazione però non sono solo tecniche.
La concorrenza diretta tra Google e Samsung ha contribuito a peggiorare i rapporti. L’arrivo del Pixel Fold, ad esempio, ha segnato l’ingresso di Big G nel mercato dei pieghevoli, un settore in cui Samsung è da sempre leader. In più anche la qualità dei modem Exynos, forniti da Samsung per i Pixel, ha lasciato molto a desiderare. Rispetto ai chip di Qualcomm e MediaTek, hanno mostrato consumi elevati e problemi di stabilità di rete. Sembra quindi piuttosto evidente il motivo che ha spinto Google a guardarsi altrove, al fine di riuscire a rafforzare la sua posizione nel mercato mobile attuale.
Il nuovo accordo con TSMC dovrebbe estendersi almeno fino al Pixel 14 e segna un cambiamento profondo. Samsung, al contrario, si trova ora in una fase delicata. La perdita di Google potrebbe velocizzare la necessario di una revisione completa delle strategie aziendali, della gestione interna e degli investimenti futuri.
