Il rapporto tra OpenAI e Microsoft attraversa una fase estremamente delicata. Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, la società guidata da Sam Altman starebbe considerando la possibilità di intraprendere un’azione legale contro Microsoft, accusandola di comportamenti anticoncorrenziali. Il contesto è quello di una collaborazione che ha fatto scuola, ma che oggi mostra crepe profonde, acuite dalla pressione di mercati e regolatori.
Al centro dello scontro ci sarebbe la transizione societaria di OpenAI, impegnata nel passaggio verso una struttura for-profit di tipo public-benefit corporation. Una mossa necessaria per attrarre nuovi investimenti e garantire un futuro più autonomo. Microsoft, però, in virtù dei propri diritti contrattuali, avrebbe voce in capitolo nel processo e starebbe cercando di ottenere una quota maggiore rispetto a quella che OpenAI è disposta a concedere.
Il nodo Windsurf e le accuse di concorrenza sleale
La tensione si è acuita con l’acquisizione da parte di OpenAI della startup Windsurf, specializzata in codifica assistita da AI. Microsoft avrebbe diritto ad accedere alla proprietà intellettuale della società acquisita, ma OpenAI si oppone, ritenendo strategico il know-how sviluppato. Un ulteriore elemento che alimenta i sospetti di una competizione sempre meno velata tra le due realtà.
A complicare la situazione ci sono anche le mosse recenti di Microsoft, che ha assunto un ex concorrente diretto di Altman e investito nello sviluppo di modelli linguistici proprietari, distanziandosi di fatto dal legame esclusivo con OpenAI. Allo stesso tempo, OpenAI ha ottenuto il via libera per il progetto Stargate, con cui ha dato vita a un proprio centro dati, riducendo la dipendenza dall’infrastruttura Azure.
L’AGI e lo spettro dell’intervento regolatorio
Il contratto attuale tra le due aziende prevede la fine della collaborazione nel caso in cui OpenAI raggiunga l’AGI, l’intelligenza artificiale generale. Microsoft, però, spinge per estendere l’accesso anche oltre quel traguardo, mentre OpenAI mira a ridefinire i termini del rapporto, cercando maggiore libertà di manovra e apertura verso altri fornitori cloud.
Sul fronte normativo, la Federal Trade Commission segue con attenzione gli sviluppi, dopo aver già avviato nel 2024 un’indagine sulle attività AI di Microsoft. La vicenda potrebbe rappresentare un banco di prova per ridefinire i limiti della collaborazione strategica nell’industria dell’intelligenza artificiale, sempre più al centro del potere economico e politico globale.
