Elon Musk è tornato al centro dell’attenzione. Questa volta la questione riguarda le sue analisi… delle urine. Il CEO di Tesla ha pubblicato sulla sua piattaforma X i risultati dei test da lui stesso commissionati. Quest’ultimi risulterebbero negativi alla presenza di sostanze stupefacenti. Il test è stato eseguito dal laboratorio Fastest Labs of South Austin, in Texas. Il campione di urina è stato raccolto l’11 giugno e ricevuto il 13. Infine, è stato analizzato il 16 dello stesso mese. L’intento di Musk è smentire le accuse di abuso di droghe. Le quali lo hanno colpito di recente. Ciò soprattutto dopo la pubblicazione di un articolo del New York Times che parlava di un suo presunto uso eccessivo di ketamina. Tale da procurargli problemi alla vescica.
Elon Musk: ecco i risultati ottenuti dai test delle urine
Le accuse sono arrivate in un contesto delicato, in cui si è parlato più volte delle abitudini del miliardario. Musk, infatti, non ha mai fatto mistero di aver fatto uso di sostanze. Pur cercando sempre di inquadrarle in un contesto di legittimità o controllo medico. Inoltre, lo stesso Musk ha raccontato in passato di aver ricevuto una prescrizione di ketamina per gestire la depressione, precisando di non farne più uso da anni. Eppure, le voci su un suo consumo ben più intenso e recente si sono moltiplicate. Alimentando dubbi sulla veridicità delle sue dichiarazioni.
In risposta diretta all’inchiesta del New York Times, Musk ha definito l’articolo una serie di falsità. Per poi pubblicare il test delle urine per rafforzare la sua versione. Eppure, il valore probatorio di un test del genere è piuttosto limitato. Soprattutto se pianificato con giorni di anticipo. Le tracce di molte sostanze, tra cui proprio la ketamina, tendono a scomparire rapidamente dal corpo, rendendo facile ottenere un esito negativo a distanza di pochi giorni dall’eventuale assunzione. Per analisi retrospettive più affidabili si ricorre all’analisi dei capelli, tecnica utilizzata anche in ambito forense.
