Chi l’avrebbe detto che un giorno avremmo potuto sbirciare il polo sud del Sole quasi come se stessimo sfogliando un album fotografico spaziale? Eppure è successo: grazie alla sonda Solar Orbiter dell’Agenzia spaziale europea, abbiamo tra le mani le prime immagini mai realizzate di quella zona misteriosa e inaccessibile della nostra stella. Un po’ come scoprire che il Sole ha un lato B, e che non è affatto noioso.
Cosa succede sotto il Sole? Un’indagine spaziale rompe il silenzio del polo sud
La sonda, grande più o meno quanto una macchina, è partita nel 2020 con una missione ben precisa: osservare il Sole da prospettive nuove. E lo ha fatto alla grande, raggiungendo un’angolazione di 17 gradi sotto l’equatore solare. È da lì che ha catturato scatti inediti e un sacco di dati utili a capire meglio come funziona quella gigantesca palla infuocata che ci tiene in vita.
Il risultato? Un polo sud coperto di fratture e segni lasciati da intensi campi magnetici, in un periodo in cui il Sole si sta preparando a invertire – come fa ogni 11 anni circa – il suo campo magnetico. Quindi sì, al momento degli scatti, è anche possibile che il “vero” polo sud magnetico fosse in pausa o, meglio, in fase di transizione.
Ma la vera notizia è che stiamo finalmente cominciando a esplorare zone del Sole che erano off-limits fino a poco tempo fa. Non solo per curiosità scientifica, ma perché quei dati ci aiutano a capire fenomeni che hanno un impatto anche qui, sulla Terra. Tipo il vento solare, quel flusso costante di particelle cariche che ogni tanto ci regala spettacoli come le aurore boreali, ma che può anche influenzare i satelliti e le comunicazioni.
E non è finita qui: Solar Orbiter punta anche al polo nord del Sole. Quindi prepariamoci, perché presto potremmo scoprire un sacco di cose nuove su quella stella che diamo per scontata ogni giorno, ma che ha ancora parecchi segreti da svelare.
