Google ha ufficialmente scelto di fare affidamento sull’energia nucleare per sostenere l’espansione massiccia delle sue reti di data center. Quest’ultime, infatti, sono sempre più sollecitate dalle operazioni ad alto consumo energetico, soprattutto nel campo dell’intelligenza artificiale. In collaborazione con la giovane realtà Elementl Power, Google darà vita alla costruzione di tre nuovi impianti nucleari negli Stati Uniti. Ciascuno capace di erogare almeno 600 MW di potenza, per un totale complessivo di 1.800 MW dedicati esclusivamente all’alimentazione stabile e continua dei propri centri dati.
Google investe nel nucleare: ecco i dettagli
Al centro del piano vi è un approccio innovativo alla scelta dei siti di installazione. Elementl Power, infatti, si avvale di un sistema proprietario che integra molteplici criteri di valutazione. Inoltre, si appoggia al sofisticato strumento geospaziale OR-SAGE. Il quale è stato sviluppato dall’Oak Ridge National Laboratory. Grazie a tale piattaforma di analisi, è possibile esaminare migliaia di possibili location in tempi ridotti. Scovando così le aree ottimali per l’insediamento dei reattori avanzati.
Il progetto beneficia anche del sostegno del programma GAIN (Gateway for Accelerated Innovation in Nuclear) del Dipartimento dell’Energia statunitense. Quest’ultima ha assegnato ad Elementl un voucher tecnico finalizzato ad accelerare le fasi preliminari di sviluppo. Google ha deciso di partecipare sin dalle prime fasi con un investimento di capitale. Mantenendo al contempo l’opzione di sottoscrivere contratti per l’acquisto dell’energia prodotta una volta conclusa la fase di decisione finale. Tale iniziativa si inserisce in un quadro più ampio, che vede Google impegnata su più fronti. Ciò per assicurarsi fonti energetiche stabili, a basso impatto ambientale e prive di emissioni di CO2.
Inoltre, Google intrattiene già un’intesa con Kairos Power per la creazione di un impianto da 500 MW, con consegna prevista entro il 2035. Kairos sta attualmente realizzando il prototipo Hermes, un reattore sperimentale sostenuto dal DOE, che sarà il precursore di un futuro impianto commerciale basato su tecnologia a sali fusi ad alta temperatura. L’interesse di Google per il nucleare riflette una tendenza comune tra le grandi aziende del comparto tecnologico: garantire forniture continue e sostenibili per gestire volumi di calcolo sempre maggiori.
