Dal 1° gennaio 2026, PosteMobile abbandonerà la rete Vodafone per passare definitivamente a TIM. La notizia è arrivata con la firma di un Memorandum of Understanding tra i due operatori, avvenuta il 7 maggio 2025. Tale passaggio però rappresenta molto più di un semplice cambio tecnico. È il segnale evidente di una nuova alleanza che potrebbe alterare profondamente gli equilibri del mercato italiano della telefonia mobile.
PosteMobile entra in TIM e cambia le regole del gioco
Il futuro dei clienti PosteMobile si prospetta quindi legato all’infrastruttura TIM, ma restano ancora dubbi sulla tempistica effettiva della migrazione. Non è stato chiarito se il trasferimento coinvolgerà subito tutte le utenze o soltanto le nuove attivazioni. Molti esperti ipotizzano un passaggio graduale. Magari simile a quello avvenuto nel 2021, quando PosteMobile passò da WindTre a Vodafone. In quell’occasione, la migrazione avvenne senza la necessità di cambiare SIM grazie all’utilizzo della tecnologia full MVNO, che Poste detiene anche oggi. Si prevede quindi un processo trasparente, senza disagi rilevanti per i clienti.
Dietro questo passaggio di rete c’è un’operazione finanziaria ben più ampia. Nel primo trimestre del 2025, Poste Italiane ha acquisito il 9,81% di TIM da Cassa Depositi e Prestiti. Poco dopo, ha firmato un accordo con Vivendi per ottenere un ulteriore 15%, arrivando così al 24,81% delle azioni con diritto di voto. Matteo Del Fante, Amministratore Delegato di PosteItaliane, ha definito questo investimento come un passo fondamentale. Poiché ideale per creare collaborazioni a lungo termine nei settori delle telecomunicazioni, media, pagamenti ed energia.
Per TIM, la partnership con Poste serve anche a compensare la perdita del contratto wholesale con Fastweb, che dal 2026 porterà le proprie SIM sulla rete Vodafone. Per PosteMobile, invece, il passaggio a TIM rappresenta un’occasione per integrare ancora di più la propria offerta, includendo pacchetti combinati che comprendano rete mobile, servizi di pagamento e forse, in futuro, anche energia e assicurazioni. I clienti più attenti sottolineano però che, almeno per ora, la rete 5G di TIM dispone di meno antenne rispetto a quella di Vodafone, fattore che potrebbe influenzare le prestazioni complessive.
