Samsung potrebbe cambiare nuovamente le carte in tavola per la linea Galaxy S26. In che modo? Riportando sul mercato europeo i chip Exynos. Secondo le ultime voci provenienti dalla Corea del Sud , l’ azienda ha raggiunto finalmente risultati soddisfacenti nella resa produttiva del suo nuovo chip Exynos2600, basato su un processo a 2 nanometri. Si tratta di un cambiamento importante. Soprattutto considerando che con il GalaxyS25 Samsung aveva dovuto rinunciare al chip Exynos2500 a causa delle rese deludenti, purtroppo insufficienti per garantire la produzione su larga scala.
Samsung punta su una strategia divisa: Snapdragon per il mondo, Exynos per l’Europa
Questa volta, però, il quadro appare molto diverso. Le rese avrebbero già raggiunto il 40-50%. Una soglia che, pur non essendo ancora ottimale, rappresenta comunque un progresso notevole rispetto al passato. Il traguardo da raggiungere resta il 60%, valore minimo per avviare la produzione di massa. A tal proposito, Samsung prevede di avviare le linee di produzione dell’Exynos 2600 entro novembre 2025, lasciandosi quindi ancora alcuni mesi per ulteriori miglioramenti. Se tali previsioni saranno rispettate, la presenza dell’Exynos2600 nella versione europea del Galaxy S26 sarà quindi molto più di una semplice ipotesi.
La strategia di Samsung però, non è del tutto inedita. Già in passato, con modelli come il GalaxyS22, l’azienda aveva scelto di distribuire chip diversi a seconda del mercato. Anche per il GalaxyS26 si pensa una doppia versione, poiché si parla dell’ Exynos 2600 per l’Europa, e Snapdragon per Stati Uniti e altri paesi. Una decisione che, se confermata, potrebbe suscitare nuovamente critiche tra i consumatori europei. I quali spesso appaiono insoddisfatti delle prestazioni offerte dalle versioni con SoC proprietario rispetto a quelle dotate di Snapdragon.
Nel frattempo, Qualcomm prosegue senza ostacoli. Grazie a TSMC, la produzione del nuovo Snapdragon8 Elite ha già superato la soglia del 60% di resa. Ciò mette pressione al colosso sudcoreano, che punta a dimostrare di essere finalmente pronto a competere sullo stesso livello con il proprio chip di punta. La vera sfida, però, sarà convincere il pubblico europeo a fidarsi ancora della piattaforma Exynos.
