Oggi informarsi vuol dire anche — e spesso soprattutto — scrollare. Il 42% dei giovani europei tra i 16 e i 30 anni sceglie i social media come principale fonte di notizie. Niente giornali aperti sul tavolo della colazione o TG delle 20: per gran parte della Gen Z (e dei millennial più giovani), l’informazione passa da un carosello su Instagram o da un video su TikTok. Lo dice l’Eurobarometro Youth Survey, un’indagine condotta direttamente dal Parlamento Europeo.
Instagram, TikTok e YouTube ridisegnano l’informazione
Instagram domina ovunque, con percentuali quasi identiche in tutte le fasce d’età. TikTok, come prevedibile, spopola tra i più giovani (16-18 anni), mentre YouTube si prende il terzo gradino del podio, forse grazie a creator che sanno mescolare contenuto informativo e intrattenimento.
E i media più “classici”? Non sono scomparsi, ma occupano posti un po’ più in basso. La TV regge ancora con un dignitoso 39%, seguita dalla stampa online al 26% e — sorpresa — dalla radio al 16%. Un dato curioso, soprattutto se pensiamo che i podcast, spesso considerati la “radio del presente”, raccolgono solo l’11%. Ancora più in basso le fonti legate ai partiti politici o alle organizzazioni giovanili, rispettivamente con un misero 9% e 8%.
Il report si sofferma anche sul tema delle fake news. E qui i numeri parlano chiaro: il 76% dei ragazzi europei afferma di essersi imbattuto in notizie false o fuorvianti. La buona notizia? Circa il 70% di loro si sente in grado di riconoscerle. Non poco, considerando la quantità di contenuti che ogni giorno ci bombarda da ogni schermo.
E in Italia? Beh, qui le cose cambiano un po’. I giovani italiani restano affezionati alla televisione: il 52% la considera ancora la fonte principale di informazione, contro il 44% che punta sui social. Instagram resta in cima tra le piattaforme preferite, grazie alle sue infografiche rapide e ben confezionate, perfette per chi ha fretta ma non vuole rinunciare a essere aggiornato.
La stampa? Tiene, con un 25%, in linea con il resto d’Europa. Che sia cartacea o digitale, insomma, un po’ di carta (o il suo equivalente) piace ancora.
