Nel mondo della tecnologia c’è una parola che fa brillare gli occhi a ricercatori e aziende di mezzo mondo: quantistico. Un termine che sa di futuro, di sfide impossibili e di calcoli che i computer “normali” neanche sognano di fare. E proprio su questo fronte, il Giappone ha appena segnato un punto importante.
Fujitsu e RIKEN sfidano i limiti con un computer quantistico da 256 qubit
Il colosso tech Fujitsu e l’istituto di ricerca RIKEN hanno annunciato la nascita di un nuovo computer quantistico superconduttore con ben 256 qubit. Sembra un numero piccolo? Non lo è affatto: rispetto al precedente modello a 64 qubit presentato nel 2023, questo nuovo sistema è quattro volte più potente. Un salto gigantesco per una tecnologia che, per ora, viaggia ancora con i piedi ben saldi nei laboratori.
Il cuore pulsante di questo progetto si trova a Wako, nella prefettura di Saitama, dove scienziati, ingegneri e cervelloni vari collaborano presso il RIKEN RQC-FUJITSU Collaboration Center. Il loro obiettivo? Far uscire il calcolo quantistico dal mondo della teoria per portarlo, un giorno non troppo lontano, in quello delle applicazioni pratiche.
Ma cosa vuol dire davvero avere 256 qubit? In parole semplici: significa poter affrontare problemi molto più complessi. Dalla simulazione di molecole gigantesche (utile, ad esempio, per trovare nuovi farmaci) allo sviluppo di algoritmi per correggere gli errori che inevitabilmente emergono nei sistemi quantistici. E tutto questo, senza mandare in tilt l’hardware.
Un’altra cosa interessante riguarda il raffreddamento: i qubit funzionano solo a temperature prossime allo zero assoluto. Ma nonostante l’aumento della densità, il nuovo computer riesce a mantenere la sua temperatura ideale senza cambiare sistema di raffreddamento. Un piccolo miracolo ingegneristico, possibile grazie a una struttura modulare che organizza i qubit in gruppi da quattro. In pratica: più potenza, stesso frigorifero.
E non è finita qui. Fujitsu e RIKEN puntano ancora più in alto: hanno già in cantiere un super computer da 1.000 qubit, previsto per il 2026. Sarà installato nel Fujitsu Technology Park e farà parte di una collaborazione estesa fino al 2029.
Siamo ancora lontani dai computer quantistici da usare sulla scrivania di casa, ma questo passo ci avvicina a un futuro dove calcolare l’impossibile potrebbe diventare routine.
