La Stazione Spaziale Internazionale, quel laboratorio volante che gira intorno alla Terra da più di vent’anni, sta entrando nella fase più delicata della sua lunga avventura. Non è una novità che la ISS stia invecchiando, ma ora la NASA ha deciso di dirlo chiaramente: la situazione sta diventando preoccupante. E non poco.
La NASA avverte, serve più budget per la sicurezza
Durante un incontro pubblico tenuto il 17 aprile dall’Aerospace Safety Advisory Panel (una specie di gruppo di super esperti che monitora la sicurezza delle missioni spaziali), i funzionari hanno usato parole forti: sono “profondamente preoccupati” per lo stato della stazione. E a far suonare l’allarme non sono solo le solite crepe o le perdite d’aria (che ci sono da tempo), ma anche una questione molto più concreta: mancano i soldi.
A quanto pare, la manutenzione della ISS sta diventando un’impresa sempre più costosa, e senza un’iniezione seria di fondi rischia di diventare anche pericolosa. Uno dei problemi principali è una perdita d’aria nel modulo russo Zvezda, più precisamente nel vestibolo PrK. La perdita c’è, ma nessuno riesce a capire esattamente da dove provenga. Nonostante anni di lavoro congiunto tra americani e russi, la fonte rimane un mistero spaziale.
Nel frattempo, per evitare guai, stanno riducendo le operazioni che coinvolgono quella zona della stazione. Ma la preoccupazione più grande è un’altra: cosa succede se la stazione “muore” prima che sia pronto il veicolo che dovrebbe accompagnarla in pensione? Perché sì, esiste un piano per riportare la ISS sulla Terra in modo controllato (e sicuro), ma quel veicolo – chiamato USDV e costruito da SpaceX – non è ancora pronto. Se qualcosa andasse storto prima, si rischierebbe un rientro incontrollato e, nel peggiore dei casi, la caduta di pezzi su zone abitate.
Ecco perché il panel chiede a gran voce un budget più solido. Non solo per continuare con le attività quotidiane, ma anche per evitare un finale improvviso e disordinato per uno dei progetti scientifici più ambiziosi dell’umanità. Per adesso la ISS regge, ma serve supporto. E in fretta.
