Trump non molla: i dazi al 25% sulle auto importate resteranno, almeno secondo quanto lui stesso continua a ribadire. E mentre gli Stati Uniti giocano la carta muscolare, alzando le barriere commerciali, qualcosa si muove — un po’ più sottovoce ma altrettanto interessante — anche sul fronte europeo. Ricordi tutta la questione dei dazi dell’Unione Europea contro le auto elettriche cinesi? Ecco, proprio lì ci sono delle novità che potrebbero cambiare tutto.
Bruxelles e Pechino cercano un’intesa strategica
Pare che l’aria stia cambiando tra Bruxelles e Pechino. Dopo mesi di tensioni e accuse di concorrenza sleale, finalmente sembra aprirsi uno spiraglio: le due parti stanno seriamente considerando un compromesso. L’idea è semplice sulla carta ma tutt’altro che banale nella pratica: fissare dei prezzi minimi per le auto elettriche cinesi vendute in Europa, in alternativa ai dazi imposti finora. E no, non è solo un rumor: a confermarlo è stato un portavoce ufficiale della Commissione Europea.
Non è nemmeno la prima volta che si parla di questa ipotesi, ma stavolta qualcosa di concreto sembra esserci. Il commissario europeo al Commercio, Maros Sefcovic, ha avuto un colloquio diretto con il ministro cinese Wang Wentao e da entrambe le parti è arrivato un segnale di apertura. Tradotto: i negoziati stanno per cominciare sul serio.
A tirare un sospiro di sollievo sono soprattutto i produttori europei, in particolare quelli tedeschi. L’associazione VDA ha definito i dazi “un errore” e accoglie con favore il dialogo con la Cina. Del resto, per aziende come BMW, Volkswagen e Mercedes, il mercato cinese è cruciale: lì si gioca un terzo delle loro vendite. Non sorprende che fossero tra i più preoccupati per un possibile escalation commerciale.
Ma non tutto è semplice. Sefcovic ha già messo le mani avanti: se si sceglie la strada dei prezzi minimi, questi dovranno essere efficaci quanto i dazi. Un solo prezzo fisso? Probabilmente no: la Commissione teme che non sia abbastanza per contrastare una concorrenza sostenuta da sussidi statali.
In passato l’UE ha già adottato misure simili, ma mai su un settore così strategico e complesso come quello automobilistico. Insomma, le premesse per un accordo ci sono, ma la trattativa è tutta da costruire. E con gli occhi del mondo puntati sui dazi americani, il tempismo non potrebbe essere più delicato.
Vedremo se la diplomazia avrà la meglio sulle guerre commerciali. Per ora, la parola chiave è una sola: attesa.
