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Il proprietario di un edificio a Firenze aveva richiesto la possibilità di installare dei pannelli. Inizialmente, la Soprintendenza della città aveva negato l’autorizzazione. Quest’ultimi erano stati ritenuti troppo visibili e non adeguatamente integrati nel contesto architettonico. Il proprietario, però, non si è arreso. Ha proposto soluzioni alternative, come l’utilizzo di pannelli opachi e scuri, meno impattanti dal punto di vista visivo, ma comunque efficienti. Nonostante ciò, il diniego è rimasto, almeno fino al pronunciamento del Consiglio di Stato, che ha ribaltato la situazione.
La Corte ha stabilito che la promozione delle fonti rinnovabili è un interesse pubblico primario. La sostenibilità stessa, in quanto valore condiviso, fa parte della nuova idea di bellezza. Non si tratta di deturpare il patrimonio storico, ma di reinterpretarlo in chiave contemporanea. Adattandosi senza rinunciare alla sua essenza.
Tale sentenza non autorizza un’installazione indiscriminata di pannelli fotovoltaici nei centri storici, ma introduce un principio di buon senso. Ogni caso deve essere valutato singolarmente e con attenzione. È un invito a progettare impianti sostenibili per il fotovoltaico che rispettino l’identità dei luoghi, ma che permettano anche di guardare avanti. Si tratta di un’opzione più che vantaggiosa per il futuro del nostro ecosistema naturale. Anche all’interno dei centri storici.






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