La promessa di un Regno Unito a zero emissioni sembra oggi meno certa. Il governo guidato da Keir Starmer ha ufficializzato una revisione del mandato ZEV, segnando la fine del divieto assoluto alle auto ibride a partire dal 2030. Un cambiamento drastico, frutto di una realtà che ha superato le previsioni. I numeri non mentono: la domanda di auto elettriche arranca, le immatricolazioni deludono, gli obiettivi del 2025 sembrano ormai un miraggio. Il settore ha mostrato segnali di affanno già nel 2024, costretto a tagliare i prezzi pur di rispettare le soglie imposte. Cosa resta di quel piano ambizioso varato da Boris Johnson di tempo fa? I segnali indicano che il sogno elettrico non è ancora pronto a diventare realtà, purtroppo ce ne vorranno di anni avanti.
Auto ibride come ponte intermedio e non come ostacolo
Il governo ha deciso: le auto ibride resteranno in vendita fino al 2035. Una scelta letta come una concessione, ma anche come una presa di coscienza. Chi può davvero abbandonare il motore termico in pochi anni? Le vendite infatti parlano chiaro: +37,9% per le auto ibride nell’ultimo anno. Una crescita che racconta più di qualsiasi strategia. La mobilità completamente elettrica spaventa ancora. Costi elevati, infrastrutture insufficienti e ansia da autonomia restano problemi irrisolti. Secondo l’esecutivo, serviva un approccio più graduale. L’industria avrà così più tempo per adattarsi, evitando tagli e chiusure. I lavoratori del comparto, dal canto loro, possono guardare al futuro con meno paura.
La risposta del settore non si è fatta attendere. Soddisfazione tra i costruttori, soprattutto per la flessibilità concessa per promuovere le ibride. Toyota, ad esempio, aveva espresso preoccupazione per il destino della Corolla ibrida prodotta a Burnaston. Anche Kia ha accolto con favore la decisione. Non tutti sono convinti però ne sono entusiasti. Ford UK ha ribadito l’urgenza di incentivi concreti per spingere l’elettrico, giudicando le nuove misure un timido passo avanti. La normativa include novità anche per le auto commerciali, che potranno continuare a montare motori termici fino al 2035. Le multe per chi sfora i limiti ZEV sono state ridotte. Infine, marchi di nicchia come Morgan, Ariel e persino Aston Martin saranno esenti dagli obblighi ambientali. Il futuro automobilistico britannico è quindi tornato in discussione. Le auto ibride sono un compromesso o solo un ritardo nella corsa al cambiamento?
