La Commissione Europea ha deciso. Le case auto avranno tre anni di tempo, invece di uno, per adeguarsi agli standard di emissioni previsti dalle norme 2025. Un compromesso arrivato dopo le polemiche scoppiate in seguito alla diffusione di una bozza del Piano d’Azione automotive che non faceva riferimento alle sanzioni. Le proteste hanno scosso Bruxelles ed hanno avuto successo. Il risultato è stato un provvedimento che offrirà maggiore flessibilità all’industria automobilistica, senza però cambiare gli obiettivi prefissati.
La presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, ha confermato che l’emendamento al regolamento UE è in arrivo. Le aziende del settore potranno evitare le multe che avrebbero dovuto pagare già quest’anno per l’inadeguatezza delle loro auto. Un sospiro di sollievo per il comparto automobilistico, duramente colpito dalla crisi. Ma gli standard, sottolinea von der Leyen, dovranno essere comunque raggiunti. Un compromesso giusto? Forse, ma resta una sfida titanica per i brand europei.
L’industria auto verso il 2035
Le polemiche degli ultimi giorni non si sono fermate solo sulle sanzioni. Ursula von der Leyen ha rivelato che si sta lavorando per accelerare la revisione sul blocco dei motori endotermici nelle auto per il 2035. L’obiettivo resta quello della neutralità tecnologica, un traguardo ambizioso che potrebbe cambiare radicalmente il panorama industriale europeo. Ci saranno sorprese nel testo finale del piano? Tutto sarà più chiaro fra poco, ma le attese sono alte. Il vicepresidente della Commissione, Stéphane Séjourné, ha confermato su X che l’introduzione di un meccanismo triennale di flessibilità eviterà di penalizzare il settore auto, settore che invece dovrebbe essere in qualche modo sostenuto. Un segnale chiaro di come l’Europa voglia sostenere la sua industria in una fase di trasformazione.
Ma non è tutto. Nel nuovo piano europeo per l’industria auto, von der Leyen ha annunciato una possibile alleanza industriale per lo sviluppo di software, chip e tecnologie per la guida autonoma. Non ha dimenticato poi la sfida riguardante le batterie, fondamentali per il futuro dell’auto elettrica e fattore per la crescita del mercato. L’Europa riuscirà a diventare leader anche in questo campo? Chissà. Intanto, l’Unione sembra pronta a sostenere il settore con nuove misure.
