Il rapporto tra l’Italia e Paragon Solutions si è interrotto bruscamente. Il motivo? L’azienda israeliana, specializzata in software di sorveglianza, ha deciso di sospendere la collaborazione dopo le rivelazioni sull’utilizzo del suo programma Graphite per spiare utenti di WhatsApp.
L’episodio, scoperto da Meta, ha coinvolto circa novanta persone in diversi paesi, tra cui giornalisti e attivisti italiani. Il governo ha negato qualsiasi coinvolgimento diretto. Dichiarando che nessuno dei soggetti sotto tutela legale era stato monitorato dai servizi segreti. La vicenda ha però comunque sollevato interrogativi sulla gestione della sicurezza informatica nel paese.
WhatsApp: le reazioni politiche e le conseguenze internazionali
Dopo la denuncia di Meta, Paragon ha chiesto chiarimenti al governo italiano. La risposta ricevuta non è stata ritenuta convincente e l’azienda ha deciso di bloccare l’accesso alla piattaforma di gestione di Graphite.
Successivamente, ha annunciato la fine dei rapporti commerciali con l’Italia, una mossa rara per realtà di questo settore. La questione ha riacceso il dibattito sull’uso delle tecnologie di sorveglianza e sulle garanzie per la tutela della privacy. Soprattutto quando strumenti così sofisticati finiscono nelle mani sbagliate.
La vicenda ha avuto un forte impatto anche sul piano politico. Diversi partiti di opposizione hanno infatti chiesto chiarimenti al governo. Mentre la Commissione Europea è stata sollecitata a intervenire. Markus Lammert, portavoce dell’istituzione, ha sottolineato che qualsiasi accesso illecito ai dati dei cittadini, inclusi giornalisti e oppositori politici, è inaccettabile e che le indagini spettano alle autorità nazionali.
La posizione di Paragon è chiara. L’ azienda fornirà i propri strumenti solo a governi e istituzioni per operazioni di intelligence legittime. Ad ogni modo, episodi simili in passato hanno dimostrato come questi strumenti possano essere usati impropriamente. La decisione di interrompere i rapporti con l’Italia quindi potrebbe indicare una mancanza di fiducia nelle spiegazioni ufficiali. Se il governo non fosse coinvolto direttamente, resta il dubbio su chi abbia realmente utilizzato il software e per quali fini.
