L’ultima innovazione di Google nel campo della fotografia digitale si chiama “Aggiungimi”. Questa funzione permette di inserire in una foto un soggetto che non era presente nello scatto originale, utilizzando un’altra immagine in cui compare. Si tratta di una tecnologia pensata per chi, come un genitore o un fotografo, si trova spesso dietro l’obiettivo e non nelle immagini. Google ha rivelato i dettagli dello sviluppo di questa funzionalità in un post sul proprio blog, spiegando tutte qle sfide affrontate per rendere il processo intuitivo e accessibile.
Google Pixel 9: un progetto complesso tra AR e machine learning
Il principio alla base di “Aggiungimi” è l’uso combinato dell’intelligenza artificiale e della realtà aumentata. Per ottenere risultati naturali, la funzione guida il fotografo nel creare un secondo scatto che si sovrapponga perfettamente al primo. Attraverso un’interfaccia in realtà aumentata, il sistema mostra l’immagine originale sullo schermo, permettendo di inquadrare il nuovo scatto con la stessa prospettiva e illuminazione. Questo metodo evita incongruenze e rende il montaggio più realistico.
Dietro questa innovazione c’è la collaborazione di diversi team di Google. Tra cui a cui Pixel Camera, Creative Camera e Google XR. L’obiettivo era creare un sistema in grado di funzionare direttamente sul dispositivo senza la necessità di connessioni esterne. Per questo, la funzione sfrutta modelli avanzati di apprendimento automatico che operano grazie alla Tensor Processing Unit (TPU) e al chip Tensor G4 integrato nei Pixel 9.
Lo sviluppo di “Aggiungimi” ha richiesto un lavoro complesso, soprattutto per quanto riguarda l’interfaccia utente. Google ha dovuto trovare un equilibrio tra avanzate tecnologie di elaborazione delle immagini e semplicità d’uso. Il risultato è un sistema capace di elaborare e fondere le immagini in modo naturale. Ofrendo agli utenti uno strumento potente per arricchire i propri scatti.
Con questa funzione, Google conferma il suo impegno nel migliorare l’esperienza fotografica degli smartphone, sfruttando l’IA per superare i limiti tradizionali della fotografia mobile.
