Aumenti operatori telefonici

La crisi che ha investito l’Occidente in seguito alla pandemia e alla guerra in Ucraina ha colpito diversi settori sconvolgendone l’economia. Tra questi settori anche il mercato delle telecomunicazioni è stato colpito e ciò si è tradotto in sostanziale e generale aumento dei costi delle tariffe telefoniche.

In realtà un progressivo aumento delle varie tariffe per usufruire di chiamate, SMS e GB vi è sempre stato. E allora cos’è cambiato?

I principali operatori telefonici tradizionali, TIM, Vodafone e WindTre stipulano dei particolari contratti con la propria clientela che non possiedono un vincolo perpetuo. Ciò significa che a loro è permesso aumentare i costi delle tariffe e questo può accadere subito, dopo sei mesi o dopo un anno, in base al singolo contratto.

Le rimodulazioni consistono in degli aumenti generalmente di uno o due euro e spesso in cambio di questi incrementi vengono aggiunti dei gigabyte ‘gratuiti’ all’offerta. Ricordate però che le rimodulazioni devono essere comunicate ai clienti con un preavviso di 30 giorni.

Normalmente gli operatori effettuano queste rimodulazioni mediamente una volta l’anno, invece a causa della crisi economica e dell’inflazione questo fenomeno accade molto più spesso.

Come contrastare i continui aumenti?

Ma c’è qualcosa che si può fare di concreto per arginare questo aumento continuo delle tariffe telefoniche? La risposta è sì.

La soluzione sta nella possibilità di sottoscrivere dei nuovi contratti con gli operatori telefonici virtuali. Si tratta di gestori che non possiedono infrastrutture private e che per offrire la copertura ai propri clienti si appoggiano agli operatori tradizionali, pagando ‘un affitto’ per poter usufruire delle loro reti.

Non possedendo costi di gestione delle infrastrutture molto elevati gli operatori virtuali possono abbattere di molto i costi delle loro promozioni offrendo tariffe super valide a prezzi davvero vantaggiosi.

 

 

 

 

 

 

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