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Lenticchie, mangiandole scadute potreste mettere in pericolo la vostra salute

Le lenticchie rappresentano uno dei legumi più antichi in quanto coltivati sin dall’antichità. Originarie dell’Asia centrale, sono ora ampiamente consumate in tutto il mondo come un’ottima fonte di proteine e ferro. Malgrado i loro benefici però, dobbiamo prestare attenzione alla data di scadenza.

Lenticchie: perché non consumarle oltre la scadenza indicata?

La conservazione corretta delle lenticchie è importante per mantenerle fresche il più a lungo possibile. Quelle secche possono essere conservate in un luogo fresco e asciutto, al riparo dalla luce diretta del sole, per un periodo di circa un anno. Tuttavia, se conservate in un luogo troppo caldo o umido, possono diventare acide e compromettere il sapore e soprattutto la qualità.

Ma quindi, cosa accade se si mangiano lenticchie scadute? Come per tutti gli alimenti, il loro consumo può essere pericoloso per la salute, poiché potrebbero contenere batteri, virus o muffe che possono causare malattie, tra cui intossicazione alimentare. Inoltre, anche se sembrano ancora buone, il loro valore nutrizionale è probabilmente diminuito o persino scomparso

. Per questo motivo, è importante controllare sempre la data di scadenza sulle confezioni, e non mangiare mai cibi scaduti.

Per chi non lo sapesse, 100 grammi di lenticchie secche cotte (bollite in acqua senza aggiunta di sale e scolate) apportano circa 92 Calorie, ripartite in: 66% carboidrati, 30% proteine, 4% lipidi. In esse sono presenti:

  • 69.7 g di acqua
  • 6,9 g di proteine
  • 0,4 g di lipidi
  • 16,3 g di carboidrati
  • 13,5 g di amido
  • 0,7 g di zuccheri solubili
  • 8,3 g di fibra totale (fibra solubile 0,6 g; fibra insolubile 7,7 g)
  • 2 mg di sodio
  • 266 mg di potassio
  • 3 mg di ferro
  • 29 mg di calcio
  • 146 mg di fosforo
  • 28 mg di magnesio
  • 1,1 mg di zinco
  • 0,3 mg di rame
  • 4 µg di selenio
  • 0,12 mg di tiamina (vitamina B1)
  • 0,05 mg di riboflavina (vitamina B2)
  • 0,6 mg di niacina (vitamina B3 o vitamina PP)
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Pubblicato da
Melany Alteri