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Google, quando la fretta è in grado di bruciare un’invenzione come IA Bard

L’annuncio dell’IA Bard di Google del 6 febbraio ha suscitato diverse critiche da parte dei dipendenti dell’azienda. Secondo un report della CNBC, numerosi impiegati avrebbero definito il lancio “frettoloso” o “sbagliato”, rivolgendo le loro critiche soprattutto al CEO Sundar Pichai. Sembra che Bard non fosse ancora pronto per un annuncio ufficiale, ma la dirigenza di Google avrebbe comunque deciso di presentarlo al pubblico.

Google: IA BARD, l’errore costato 100 miliardi di dollari

Ma cos’è IA Bard? Si tratta in poche parole dell’alternativa a ChatGPT di OpenAI, l’organizzazione no profit fondata da Elon Musk. È stato realizzato per tradurre domande scritte in linguaggio naturale in richieste di ricerca più precise e per fornire risultati pertinenti in modo efficiente. Per fare ciò si basa su libri, articoli, siti web e conversazioni, permettendogli di comprendere le relazioni tra le parole e le frasi e di identificare il contesto e le intenzioni degli utenti.

Questo ha portato a una serie di errori da parte di Bard, con alcune risposte ufficiali che hanno suscitato molte critiche nei confronti di Google e della sua IA, considerata meno all’avanguardia rispetto a quelle di Microsoft e OpenAI. Inoltre, Microsoft ha integrato ChatGPT su Bing, esercitando ulteriore pressione sulla concorrenza.

Lo sbaglio di Bard ha causato danni per 100 miliardi di dollari a Google e ha inasprito ulteriormente le critiche interne ed esterne alla dirigenza dell’azienda. Secondo alcuni impiegati si è trattato di un “dumpster fire“, definizione che indica un contesto disastroso e privo di decisioni sensate.

Già lo scorso dicembre, Sundar Pichai e Jeff Dean avevano avvertito i dipendenti del rischio per la reputazione di Google in caso di un annuncio anticipato di Bard. Tuttavia, sembra che la decisione di lanciarlo sia stata influenzata principalmente dalla paura di essere “battuti sul tempo” dalla concorrenza, piuttosto che da un effettivo sviluppo della tecnologia dietro l’IA di Google.

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Pubblicato da
Melany Alteri