telegramTelegram è senza ombra di dubbio un buon posto in cui condividere qualsiasi contenuto. Lo utilizzano i video maker, le aziende ed i semplici utenti smaliziati che possono accedere a gruppi e supergruppi che offrono qualsiasi genere di contenuto legale e non.

La popolarità dell’applicazione di Pavel Durov nel contesto della libera espressione è cosa risaputa ma c’è stato chi ha ultimamente contestato la sua affidabilità dopo alcune analisi che hanno premiato niente meno che WhatsApp, spesso criticato a più riprese dagli analisti di sicurezza. Scopriamo cosa si dice.

 

Telegram battuto da WhatsApp: niente sicurezza dopo le scioccanti rivelazioni di una fonte

Tante funzionalità esclusice e l’incessante promessa di offrire un livello di crittografia di prima qualità. Così si potrebbe riassumere la carta di identità di un’app che viene oggi smentita niente meno che da Signal. Le rimostranze presentate dal fondatore della nuova piattaforma mettono in primo piano le scoperte scioccanti.

Stando a quanto riferito da Moxie Marlinspike ci troviamo di fronte a messaggi senza crittografia. Ogni contenuto inoltrato e ricevuto all’interno delle chat e dei gruppi pare sia salvaot sul server Telegram senza alcun livello di protezione. Normali testi non formattati o in forma completa trovano posto all’interno di un contenitore liberamente accessibile ai fondatori ed alle autorità, ragion per cui ci si troverebbe così di fronte ad un grave deficit di sicurezza.

Le critiche sono giunte fermamente da ogni dove con Telegram che deve ancora esprimersi in merito a quanto contestato a più riprese dagli esperti. Pare che, di contro, la popolarità di Facebook nel contesto della sicurezza delle sue applicazioni sia cresciuta con la possibilità di contare sulla segretezza completa delle conversazioni da un capo all’altro. C’è altro da scoprire? Restate con noi per scoprire il finale in attesa di una risposta da parte della direzione.

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