Omicron fa sempre più paura, e scatta l’allerta. Classificata come a “rischio molto alto”, la nuova variante Covid ha costretto molte nazioni – tra cui l’Italia – a chiudere ogni contatto con il Sud Africa. E in generale tutti gli stati nei quali é stata identificata.

Nonostante alcuni segnali incoraggianti, gli scienziati hanno affermato che potrebbero volerci settimane prima di comprendere la gravità di Omicron. Identificata per la prima volta in Africa meridionale, la sua comparsa ha provocato una forte reazione globale. E tutto questo non fa altro che ravvivare le preoccupazioni per una ripresa economica che finalmente si palesa cautamente dopo due anni di pandemia.

Il rischio globale complessivo relativo alla nuova variante Covid è valutato come molto alto“, afferma l’Organizzazione mondiale della sanità, ipotizzando “gravi conseguenze” in alcune aree.

Sebbene al momento non siano stati segnalati decessi, a preoccupare é la sua capacità di contagiare, maggiore rispetto alla variante Delta – causa delle mutazioni sulla proteina Spike. Anche perché, un medico sudafricano che è stato uno dei primi a sospettare di un nuovo ceppo ha affermato che Omicron sembrava produrre sintomi lievi. E la conferma arriva anche dal primo paziente infettato in Italia con Omicron, che non sembra presentare un quadro clinico degno di nota.

A risentire di Omicron sono anche i mercati finanziari, scossi ancor di più dopo che il Giappone, la terza economia mondiale, ha dichiarato che avrebbe chiuso i suoi confini agli stranieri.

 

Covid, Omicon: chiudono Giappone e Israele

Non solo in Europa dunque. Anche in Giappone e Israele sono in vigore restrizioni molto severe per l’ingresso in Paese.

Si tratta di misure temporanee ed eccezionali che stiamo adottando per motivi di sicurezza, fino a quando non ci saranno informazioni più chiare sulla variante Omicron“, ha affermato il primo ministro Fumio Kishida.

Israele, dove lunedì mattina da mezzanotte è entrato in vigore un divieto di arrivo per gli stranieri, ha affermato che utilizzerà la tecnologia di localizzazione telefonica antiterrorismo. Questa tecnologia traccerà i potenziali infetti, per consentire di bloccare potenziali focolai.

Una decisione difficile, ma resasi necessaria per combattere la nuova variante. La domanda a questo punto sorge spontanea: quando siamo disposti a sacrificare della nostra privacy in nome del bene collettivo?

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