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Il Ministro della Salute Roberto Speranza si è espresso circa la possibilità di dare avvio alla somministrazione della terza dose. “Si farà” rassicura il Ministro, dirimendo una questione che da qualche settimana stava animando il dibattito pubblico non solo in Italia, ma anche nel resto d’Europa.

La terza dose dunque arriverà, a dispetto delle indicazioni dell’OMS che invece chiedeva ai Paesi più sviluppati di rimandarla. Lo scopo, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, sarebbe di lasciare disponibilità di dosi per i Paesi che non ne hanno ancora ricevute a sufficienza (o addirittura non ricevute quasi per nulla). La campagna vaccinale sarebbe infatti dovuta procedere lasciando spazio e risorse per i territori del mondo attualmente non coperti dalla vaccinazione anti-Covid, aree che senza questa protezione risultano perfette per la mutazione del virus e lo sviluppo di nuove varianti.

Speranza, la terza dose si farà: priorità ai soggetti fragili, poi tutti gli altri a scalare

Il Ministro ha anche dato qualche indicazione su come procederà la somministrazione della terza dose di vaccino anti-Covid. Dall’Ema e dall’Aifa non è ancora pervenuta, spiega Speranza, “un’indicazione perentoria” circa la necessità della terza dose, “e l’emergenza di queste ore è vaccinare chi ha zero dosi”.

“Sicuramente” precisa il Ministro per i prossimi mesi “si partirà con la terza dose per i fragili, gli immunodepressi, i trapiantati. Poi si arriverà agli over 80 e gradualmente anche a tutti gli altri”.

Ponendo di base che la soluzione di vaccinazione eterologa risulta scientificamente molto valida, potrebbe anche esserci possibilità ricevere un vaccino diverso (eventualmente e sempre informando il cittadino) rispetto a quello ricevuto nelle precedenti dosi: chi ha ricevuto due dosi di Astrazeneca potrebbe ricevere successivamente Pfizer, e la sua efficacia non sarebbe affatto alterata. Anzi, addirittura alcuni studi hanno dimostrato che il mix-and-match risulta addirittura preferibile: la vaccinazione eterologa stimolerebbe infatti una risposta immunitaria più potente.